Cronaca

Giuliana Perrotta a Cagliari. Arriva il nuovo prefetto di Lecce

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LECCE - Dopo quattro anni cambio al vertice della prefettura di Lecce. Arriva il napoletano 56enne Claudio Palomba. Abbiamo recuperato una vecchia intervista di Repubblica, rilasciata durante il precedente incarico a Rimini. Interessante quel che dice sugli alberghi e sulle mafie. Presto lo vedremo al lavoro anche in provincia di Lecce.

ROMA - "Disarmare il territorio in questo momento di crisi è un regalo alla mafia". Claudio Palomba, prefetto di Rimini, lancia l'allarme al governo.

In che senso la riduzione delle prefetture è un regalo a cosa nostra?
"Lo Stato che sguarnisce se stesso è una scelta schizofrenica, soprattutto se fatta nel momento in cui si avverte una maggior necessità di sicurezza pubblica, sociale ed economica. È facile individuare le mafie al Sud. più difficile al Centro Nord".

C'è la mafia anche a Rimini?
"Certo, ma qui è più difficile da individuare, ci vuole maggiore lavoro, perché si nascondono dietro sofisticate operazioni di riciclaggio".

Può fare un esempio?
"Abbiamo monitorato duecento cambi di proprietà di società alberghiere. E abbiamo scoperto che dodici alberghi sono stati comprati da camorra e 'ndrangheta. Mi domando, se non ci fosse stata la prefettura a coordinare gli accertamenti, chi si sarebbe accorto di questa infiltrazione di capitali mafiosi? La criminalità oggi è dappertutto".

Cosa comporterebbe una riduzione così drastica di uffici prefettizi sul territorio?
"Il Viminale diventerebbe un ministero di Polizia. Ma lo Stato centrale, senza i suoi funzionari, con chi dialogherebbe sul territorio?".

Però il governo ha esigenze di spending review, i tagli sono necessari, lo ribadisce anche Alfano.
"E noi non ci opponiamo a un riordino. Ma il riordino ha senso se avviene attorno a un'idea. Abdicare sul territorio è una follia. Come si potrebbe chiedere lo scioglimento di un comune infiltrato dalle cosche a 300 km di distanza?".

Qual è la vostra idea di ridurre posti, e dunque costi?
"È possibile subito ridurre trenta posti da prefetti iniziando da Roma. È il centro il posto da prendere di mira, là ci sono uffici enormi".

Dove incomincerebbero i vostri tagli?
"In ogni dipartimento della pubblica amministrazione ci sono i capi vicari. Basterebbe abolire quel ruolo. Poi sarebbe molto importante creare un albo della gestione dei commissariamenti. Pensate che solo nel Reggino ci sono undici comuni commissariati".

Dove c'è un eccesso di dipartimenti?
"Al ministero dell'Interno, dove ci sono diciannove direzioni centrali. Senza contare che è da risolvere l'annoso problema della protezione civile e dei vigili del fuoco".