NARDO' - Il segretario cittadino del Pd: "Purtroppo, il dibattito che si sta sviluppando in questi giorni e gli stessi lavori della Commissione Consiliare Ambiente del Comune di Nardò testimoniano l'incapacità (o peggio, la non volontà) da parte di alcuni di comprendere che costituisce una vera sconfitta per la comunità neritina la nomina di un Commissario governativo che avvierebbe la realizzazione del progetto originario AQP (proprio quello contro cui si è espresso il Consiglio Comunale e la città)".
Deve essere chiaro a tutti, al di là di ogni speculazione politico-elettorale, che l'Amministrazione Comunale di Nardò, partecipando a tutti gli incontri istituzionali tenutisi anche a livello regionale e ministeriale, ha ribadito sempre la forte contrarietà al progetto originario dell'AQP, veramente devastante del nostro territorio ed ha cercato e avanzato proposte alternative. Davanti alla minaccia del commissariamento e della vanificazione totale della volontà popolare, gli amministratori della nostra città hanno voluto battagliare per sostanziali modifiche del progetto AQP, modifiche che hanno accolto gran parte delle richieste della nostra comunità cittadina e dell'associzionismo ambientalista e che vanno incontro in maniera concreta alle esigenze delle nostre famiglie. Per questi motivi, questi miei contributi al fine di portare chiarezza sull'argomento.
RETI FOGNARIE E CONDOTTA - POSSIBILE INTESA
Situazione attuale:
· lo scarico dei reflui fognari di Nardò, depurati al minimo previsto dalla normativa vigente, quando va bene, avviene a ridosso della battigia nei pressi di Torre Inserraglio. Ciò impone da decenni il divieto di balneazione per un chilometro di costa, densamente popolata, che ospita anche un insediamento turistico rilevante;
· alcune zone della periferia di Nardò, le marine di S. Isidoro, di S. Caterina e di S. Maria (in parte) e altre zone di villeggiatura del nostro territorio sono prive di rete fognaria, con la presenza di migliaia di pozzi neri, fonti sicuramente di inquinamento diffuso;
· Il Consiglio Comunale di Nardò si è dichiarato contrario all’originario progetto dell’AQP, che prevede il collettamento dei reflui di Porto Cesareo depurati al minimo, tramite una condotta a terra che attraverserebbe l’area SIC della palude del Capitano e la realizzazione di una condotta sottomarina che porti al largo i reflui depurati dei due comuni di Nardò e P.to Cesareo;
· In ossequio a tale orientamento, l’Amministrazione Comunale di Nardò ha espresso, anche con veemenza, la sua ferma contrarietà a quel progetto in tutte le sedi e su tutti i tavoli, regionali e ministeriali, prospettando anche soluzioni che erano scaturite dal confronto con l’associazionismo, ma che sono state rigettate anche in sede ministeriale, in quanto non conformi alle leggi vigenti;
· Nell’ultima riunione, i dirigenti del Ministero dell’Ambiente hanno apertamente dichiarato che, in assenza di un accordo fra le parti (Comune, AQP, Regione, Autorità Idrica Pugliese), la realizzazione del progetto originario (in barba alla contrarietà del nostro Consiglio Comunale) sarebbe stata affidata ad un Commissario Governativo. In quella circostanza gli stessi dirigenti hanno concesso un breve lasso di tempo agli enti interessati per tentare un’intesa;
· Di fronte a questo ultimatum, l’Amministrazione Comunale, al fine di impedire la realizzazione brutale del progetto originario AQP, ha ritenuto di sollecitare un accordo che, da una parte, renda compatibile l’impatto ambientale di un nuovo non devastante progetto e dall’altra, consegni a Nardò una rete idrica e fognaria degna di una civile comunità.
Principali cambiamenti significativi che saranno prodotti dal Protocollo di intesa:
· da subito, esecuzione degli interventi urgenti di completamento della rete idrica e fognaria dell’abitato di Nardò (nella fascia compresa fra Pagani e Posto di Blocco) per l’importo di €.820.000,00 entro il 31/12/2015;
· adeguamento degli impianti di depurazione per il migliore affinamento possibile dei reflui fognari ai fini di un loro riutilizzo in agricoltura e in parte da immettere in mare lontano dalla costa. Ciò consentirebbe di recuperare un chilometro di costa alla balneazione;
· realizzazione della condotta a terra dei reflui affinati di P.to Cesareo “a monte” e quindi lontana dal sito SIC Palude del Capitano;
· completamento o realizzazione – all’interno di un programma pluriennale – delle reti fognarie nelle zone di Nardò, S. Isidoro, Santa Caterina, Santa Maria al Bagno,Torre Squillace già servite da rete idrica (ce lo chiedono migliaia di famiglie ora costrette al frequente svuotamento dei pozzi neri);
· interventi e misure per il monitoraggio dell’impatto dell’intero sistema, soprattutto a mare, anche al fine di realizzare l’eventuale prolungamento della condotta sottomarina.
Considerazioni finali:
OGGI, DIRE SOLTANTO “NO” SIGNIFICA DIRE SI AL PROGETTO ORIGINARIO DELL’AQP, che verrebbe realizzato dal Commissario Governativo.
Essendo, infatti, divenuta ininfluente in sede ministeriale la pur ferma contrarietà del Comune di Nardò al progetto originario dell’AQP, risulta del tutto evidente che la mera riaffermazione della nostra contrarietà avrebbe soltanto il valore di una nobile ma sterile testimonianza e finirebbe – e questa sarebbe la conseguenza più grave – per lasciare campo libero alla realizzazione di quel progetto devastante che ora, con la realizzazione del Protocollo d’Intesa, vogliamo concretamente impedire.
Rino Giuri - P.D. Nardò