Cronaca

INTERVENTO - "Il nostro mare in cambio delle perline?

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NARDO' - Si è svolta mercoledì la Commissione Ambiente sul Protocollo d'Intesa relativo alla Condotta sottomarina.

Si tratta della condotta che scaricherà nel nostro mare i reflui fognari di Porto Cesareo. 
Sono stato a lungo indeciso sull'opportunità di partecipare o meno alla seduta stante l'assoluta inutilità di Consigli e Commissioni dato che, sull'argomento, si sono tenute decine di sedute e oggi si va nella direzione esattamente opposta a quella di totale contrarietà all'opera stabilita dal Consiglio comunale appena 8 mesi fa. Ho partecipato solo per dovere nei confronti dei cittadini e perché resti agli atti che io e pochi altri eravamo contrari a questo "disastro ambientale"! Come su Castellino le ragioni e i torti sono state riconosciute agli attori dell'epoca dopo decenni, anche su questo forse si arriverà a capire quando sarà troppo tardi.
Il sindaco e i Suoi pretoriani acritici hanno palesato la loro assoluta favorevolezza all'opera perché "in cambio le nostre marine saranno finalmente servite da acqua e fogna".  E pazienza se, il termoclino, il punto di inertizzazione dei reflui, fissato a 50 metri in quel tratto, non verrà raggiunto (la profondità sarà solo di 32 metri, infatti). In buona sostanza, come gli indigeni americani accettavano perline e pietre senza valore dai conquistadores spagnoli ed in cambio elargivano oro e diamanti, così il sindaco e i suoi svendono il nostro mare per un piatto di lenticchie, queste pseudo opere pubbliche.
Un ritorno al passato questo. Un ritorno, in buona sostanza, alla proposta che fu avanzata durante la Giunta Vaglio: opere pubbliche in cambio della cacca a mare. Una follia dato che parliamo di un Protocollo d'Intenti (più che di un Protocollo d'Intesa) dove a fronte di vincoli e impegni certi da parte della nostra Città, troviamo generici intenti per AQP e Regione. E sorvoliamo sulla credibilità degli interlocutori. Gli stessi che ancora oggi devono attuare il protocollo d'intesa sul nostro ospedale, il San Giuseppe Sambiasi!
Non c'è royalty, baratto o scambio che tenga. Il nostro mare non è in vendita. Acqua, fogna e opere pubbliche non sono un regalo dell'Aqp! I nostri cittadini hanno pagato decine di milioni di euro di oneri di urbanizzazione! Le opere pubbliche non sono una gentile concessione nè dell'Aqp nè del sindaco pro tempore di questa sfortunata Città! Sono obblighi a cui è tenuta una Amministrazione!
Fossi stato io il sindaco di questa Città non avrei mai ceduto al ricatto! La minaccia era che saremmo stati commissariati?! Io sarei stato commissariato ben volentieri e avrei condotto la battaglia alla testa dei miei cittadini, come ha fatto il sindaco di Melendugno contro la Tap! Qui, invece, se non fosse stato per ambientalisti e associazioni, Risi e i Suoi la condotta l'avrebbero realizzata 4 anni fa.
Marcello Risi verrà ricordato dalle Future generazioni come il sindaco della "merda in mare"! Lo sappia. Nei prossimi mesi per Lui, su questo argomento, sarà un Vietnam! Il nostro mare non è una sua proprietà personale e non può permettersi di svenderlo!

Pippi Mellone
Consigliere comunale