Cronaca

"Poco lavoro per tutti". Michele Muci guarda oltre il 2015 e spera in un futuro migliore

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NARDO' - La gestione problematica dei lavoratori extracomunitari stagionali. La sintonia tra sindacati, associazioni di categoria ed enti pubblici sembra essere la vera grande impresa. E la storia si ripete ogni anno. Un pieno accordo tra tutte le parti chiamate in causa ad affrontare la questione dell'accoglienza per i migranti che cercano lavoro nel comprensorio agricolo neritino e dei paesi vicini non si raggiunge mai. Nemmeno a stagione ormai abbondantemente iniziata (e quasi finita). Dopo la stilettata della Cgil e della Flai Cgil di Lecce, interviene il consigliere comunale Michele Muci (Progetto Nardò).

"La stagione delle angurie è finita. E comunque, il novanta per cento delle aziende agricole che opera sul territorio di Nardò e dei paesi limitrofi, assume operai italiani oppure extracomunitari ormai stabilizzati e inseriti nel tessuto economico-sociale della zona. I sindacati, in prima linea per la difesa dei diritti dei lavoratori, potrebbero avviare una campagna di informazione per disincentivare l'arrivo in massa per un lavoro che non c'è. Di conseguenza, forse, eviteremmo il triste fenomeno delle baraccopoli nelle campagne e di condizioni igienico-sanitarie precarie".

Il consigliere di maggioranza, inoltre, spiega che anche per i pomodori, ormai, si utilizza manodopera locale: "Chi opera nel settore dei pomodori - chiarisce Muci - si organizza per la raccolta impiegando operai e operaie salentine, arrivano sin dalla zona di Brindisi. Negli ultimi anni, l'agricoltura locale - conclude -, complice la continua incertezza dei mercati nazionali, ha ridimensionato molto le superfici destinate all'orticoltura. Finiremo per avere più lavoratori di quante siano le angurie da raccogliere".