Cronaca

Svuotate due casseforti in municipio. Ecco le *FOTO* clamorose

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NARDO' - Furto con scasso in municipio: i ladri lavorano indisturbati con la fiamma ossidrica durante la pausa di Ferragosto mentre gli uffici sono deserti. Singolare “colpo” proprio nella sede storica del Comune di Nardò: il palazzo Acquaviva in piazza Cesare Battisti.

cassaforte1I delinquenti hanno preso di due casseforti incassate nel muro dell’ufficio economato, quelle che custodiscono denaro contante necessario in caso di circostanze d’urgenza. Poche le banconote custodite nei forzieri – alla fine delle diverse razzie il bottino sarà di circa 500 euro ma resta inquietante la dinamica dell’accaduto. Come hanno potuto i ladri, infatti, entrare indisturbati negli uffici?

Andiamo con ordine. Il Comune si svuota nel tardo pomeriggio della vigilia di Ferragosto quando la squadra delle pulizie, come capita spesso, chiude tutto e va via. Poi nessuno si accorge di nulla finché il personale, nella giornata di ieri, non rientra nella sede municipale.

Una impiegata si accorge del pandemonio che c’è nell’ufficio Economato. Le due casseforti sono state scassinate con la fiamma ossidrica ma, a ben vedere, i ladri sono entrati ed erano impreparati. Infatti hanno prima tentato di spaccare il muro a colpi di accetta o martello. Eliminato parecchio intonaco lungo uno spigolo, però, si sono resi conto che le casseforti erano ben ancorate all’interno della parete con il cemento armato. Così, probabilmente, sono andati via per tornare con una attrezzatura idonea.

Se ci pensiamo, infatti, hanno avuto ben due giorni per mettere a punto il colpo. Con la fiamma ossidrica, dunque, hanno praticato un foro intorno alla serratura e da lì è stato facile aprire la scatola di ferro.

cassaforte2All’interno poca roba: poco più di 350 euro e poi denaro raccattato dentro le cassettiere e gli armadietti degli impiegati e della dirigente delle Finanze. Alla fine, come si è detto, hanno raccattato 500 euro circa.

Sul fatto indagano i carabinieri ai comandi del luogotenente Giuseppe Serio che partono da un dato di fatto: non ci sono segni di efferazione semplicemente perché i delinquenti, quasi sicuramente, sono entrati da una finestra lasciata aperta. Va ricordato che in questi giorni il Comune è un enorme cantiere a causa dei lavori in corso per il restauro di un’ala del castello.