Cronaca

Anche a Nardò un "investimento" di Gianni "Conad". Ecco la storia e la *FOTO*

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NARDO' - Nei giorni scorsi il personale della Dia ha eseguito un provvedimento di confisca sui suoi beni, il cui valore è stimato in circa un milione e mezzo di euro.

martiriPassa definitivamente nelle mani dello Stato il patrimonio di Giovanni Mazzotta, il 50enne di Monteroni ritenuto vicino al clan Tornese. Il 25 maggio scorso, la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della difesa, e la confisca è diventata così definitiva.
Nel 2011 il presidente della seconda sezione del Tribunale di Lecce Roberto Tanisi emise un decreto di sequestro anticipato, a seguito della proposta di misura patrimoniale avanzata dal Procuratore capo Cataldo Motta.

Le indagini consentirono di accertare una sproporzione fra i redditi dichiarati al fisco ed i beni posseduti. Da sempre Giovanni Mazzotta ha lavorato nel settore dei supermercati, da qui il soprannome di «Gianni Conad». Dal 2005, infatti, il monteronese avrebbe gestito sette supermercati (a sinistra la foto del loxùcale dove c'era il supermercato di Nardò, in via Martiri neretini) sempre attraverso società riconducibili ai suoi familiari oppure a persone di sua fiducia.

Gli investigatori della Direzione investigativa antimafia hanno accertato che tutti i titolari delle società non avevano un reddito sufficiente per avviare attività imprenditoriali di così vasta portata. Inoltre, le intercettazioni telefoniche ed ambientali avrebbero permesso di accertare che in realtà tutte le attività erano gestite in prima persona da Mazzotta: dai rapporti con i fornitori alla gestione del personale. Oltre alle tre società ed ai supermercati, sono finiti sotto chiave anche quattro unità immobiliari ed un terreno.