Dieci mesi di sperimentazioni in tre uliveti della «zona infetta», a Veglie, Galatone e Galatina. I pazienti speciali sono decine di «ogliarole» e «celline di Nardò», le cultivar autoctone del Salento, che sono state trattate con l’agrofarmaco a base di zinco e rame, un corroborante fogliare.
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