NARDO' - Il centrodestra dà segnali di risveglio e, così, un vecchio lupo di (quel) mare ci offre un momento di riflessione sull'argomento.
Leggo con entusiasmo che “l’incontro di ieri l’altro tra Conservatori e Riformisti, Udc, Progetto Nardò, Grande Nardò e Nuovocorso (Obbiettivo Comune e Italia Unica si sarebbero defilati) ha sancito una saldatura tra i gruppi e un ricorso alle primarie tra i gruppi da celebrarsi probabilmente entro ottobre”.
E una iniziativa, meritoria e opportuna.
Un solo difetto: si pone sulla scia delle tante chiamate e delle tante coalizioni degli ultimi tempi che poi in un modo o in un altro finiscono con l’implodere malgrado i grandi entusiasmi.
Nardò è un comune certamente a maggioranza di Centro destra, che non trova il bandolo della matassa per le solite ragioni egoistiche, individualistiche e dei furbi di turno.
Una coalizione per avere successo deve innanzi tutto avere accertate affinità politico amministrative (affinità Ideali, principi Morali e legali comuni, Interessi di collettività, di comunità, di visione Cittadina, di Bellezza civile e civica, di Equilibrio sociale) senza le quali vincere significa “vittoria di Pirro” con evidente ricaduta in stato di fermo della crescita urbana.
Una coalizione prima di stringere alleanza deve sottoscrivere si un programma , ma cosa più importante deve confrontarsi e darsi delle regole rigide di comportamento, di partecipazione, di studio, di coerenza e solidità.
Gli esempi di queste ultime amministrazioni dimostrano abbondantemente quanto siano state effimere le coalizioni e quanto danno continuano ad arrecare alla Città.
I tanti cambi di casacca in corso, la raccolta di firme di sfiducia, i contrasti in Giunta, le assenze dal Consiglio comunale, i distinguo non politici né amministrativi, le responsabilità non perseguite, certe nomine incaute, certe inclusioni non condivise, le molte crisi di aggiustamento, il defenestramento di assessori, certi inopportuni contrasti col personale ecc. hanno pur un significato!
Costituiscono inesorabilmente tristi esempi e mortificazioni della nobilissima “Arte del governare” come pure un duro giudizio sugli autori.
La coalizione di Centro destra che vuole porsi alla guida cittadina deve oltre alle esplorazioni di comunanza e di affinità scrivere e sottoscrivere, tipo patto di sangue, delle regole e dei comportamenti molto rigidi.
La città non ha bisogno di scaldabanchi, di consiglieri “yes man” o di patti postumi interessati alla gestione, né di candidati impresentabili, di opportunisti, di presenze diversamente scomode.
La Città non è un fortino da assaltare, una torta da dividere, un tesoro da saccheggiare, ma un Centro Operativo Umano a servizio della crescita dei Cittadini, della valorizzazione culturale, morale e solidale della Comunità.
Ben venga la coalizione o altre coalizioni, ma senza regole precise, organigrammi e crono programmi sono solo cordate disperate fallimentari.
Giovanni Però