NARDO' - Furto studiato e ben messo in atto: i ladri si prendono tutti gli oggetti di tecnologia al Centro per l’impiego di via San Pietroburgo, alla periferia di Nardò in direzione di Galatone. Un «colpo» preciso che ha messo in ginocchio l’operatività del centro per l’intera giornata.
Con l’autunno tornano, puntuali, anche i ladri di computer in uffici pubblici ed esercizi commerciali. In genere vengono presi di mira gli studi professionali ma, in questo caso, il centro per l’impiego (che dipende dalla Provincia di Lecce e ha competenza su un vasto bacino d’utenza tra Nardò e cittadine limitrofe) è apparso una preda facile e remunerativa per i malviventi anche perché i nuovi computer con tanto di schermo piatto erano arrivati in sede da nemmeno un mese. Qualcuno, dunque, si è accorto della novità ed ha deciso di mettere a segno il furto che è avvenuto sicuramente in piena notte.
I delinquenti sono giunti fino ad una porta interna della struttura che ha un bel giardinetto sul retro. Lì ci sono arrivati saltando da un muro di cinta che si trova sulla strada laterale e poi attraversando il giardino dell’abitazione del proprietario dell’intero plesso di edifici che ospita uffici pubblici (c’è anche l’uf - ficio Turismo e la sede delle guardie Aeop) e altre strutture commerciali.
Dal giardino civile, dunque, i ladri (sicuramente sono stati in gruppo, e presto scopriremo perché) sono riusciti a raggiungere lo spazio interno del Centro e poi hanno avuto il tempo di lavorare ad una porta-vetrata con infissi in metallo che è stato facile aprire con comuni attrezzi da scasso. Dentro sono stati “ordinati” e non hanno nemmeno aperto i cassetti degli impiegati, che sono una quindicina, ma sono andati a colpo sicuro. Si sono preso i computer più nuovi e soprattutto tre monitor a schermo piatto che erano arrivati da nemmeno un mese. Poi hanno smontato dalla parete un enorme televisore da cinquanta pollici utilizzato per fornire informazioni all’utenza.
Un lavoro lungo ma svolto con tranquillità e sicuramente al buio, anche perché la struttura è fornita solo di portefinestre che avrebbero rivelato la presenza di una torcia. Gli impiegati, al mattino, si sono organizzati mettendo in rete un vecchio computer. Ora si cercano i responsabili ma non sarà facile: il centro non ha allarme sonoro collegato agli ingressi né impianto di videosorveglianza. Gli ispettori del locale commissariato di polizia si affideranno alle immagini delle videocamere degli uffici confinanti, sperando di scovare qualche indizio.