Cronaca

Marcello Risi firma e abbiamo la *FOTO*, Porto Cesareo esulta, Pippi Mellone tuona

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NARDO' - Due chilometri di condotta, diciassette milioni certi di investimento, scarico in tabella due come nelle zone Sic, acque per l'agricoltura in tabella 4, tutte le reti previste nelle marine di Nardò realizzate. Ecco la foto del sindaco che firma in Germania mentre Porto Cesareo brinda bipartizan alla sua rete fognaria che ora verrà completata. Intanto i movimenti no-tub dei paesi vicini criticano aspramente i neritini, alcuni neritini criticano il consigliere regionale 5Stelle di Nardò, il locale movimento no-tub è molto prudente e attende di leggere il protocollo. Ambientalisti, quelli che lo sono davvero, come spesso accade di recente restano equidistanti, anzi non si esprimono proprio. Questo il telex della giornata. E c'è da leggere quella che, al momento, è l'unica nota di risposta alla firma in calce al protocollo di Risi ed Emiliano.

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NOTA DI PIPPI MELLONE

Abbiamo letto l'annuncio di stampo sovietico fatto pervenire dal peggior primo cittadino della storia della nostra sfortunata Nardò dalla Germania. L'annuncio di un "ducetto" che si è ridotto ad inviare dispacci dal confino per comunicare ai "sudditi-plebei" che Nardò verrà sommersa dalla merda di Porto Cesareo.

 
Un annuncio incredibile, senza alcun dibattito preventivo, dato da un uomo più preoccupato di garantire i voleri dei suoi leader romani e baresi che il Futuro della Sua Città. Ma d'altronde cosa c'era da aspettarsi da un uomo la cui unica ambizione è arrivare a Roma?
 
Sono state da noi depositate e autenticate dall'ufficio anagrafe 3.362 firme per richiedere un referendum popolare previsto dallo Statuto. Una mole di sottoscrizioni nella cui autentica sono stati impegnati gli Uffici per tutta l'estate con un'opera certosina. Firme poi ufficialmente trasmesse al Segretario generale del nostro Comune che deve garantire la legittimità degli atti e il rispetto di leggi, regolamenti e Statuto.
 
Nella nostra città, infatti, mai era stato raccolto un numero sufficiente di firme per indire un referendum (circa 3.000, pari al 10% della popolazione) e quindi mancava una disciplina per lo svolgimento dello stesso che la Commissione per la modifica dello Statuto e del Regolamento si sta preoccupando di redigere sul modello di tutte le altre Città italiane normali.
 
L'accelerata del sindaco pro tempore segna la volontà chiara di calpestare ancora una volta i voleri del Popolo sovrano non lasciandolo esprimere e commissariandone il futuro.
 
È allucinante che uno pseudo "democratico" come il sindaco non si preoccupi del volere di 3.500 suoi cittadini e calpesti la volontà di un'intera Città.
 
È sconvolgente che il presidente Emiliano che altrove ha sposato battaglie di tenore diametralmente opposto a Nardó decida di portare a termine un progetto scellerato e medievale! Un progetto primitivo che comporta uno spreco evidente di denaro pubblico per la realizzazione di un'opera obsoleta.
 
Una decisione di una importanza tale per il territorio è stata presa da un uomo solo (accompagnato stavolta da due altri "valletti") e comunicata a una città di 30.000 abitanti con un comunicato stampa. Una città che aspetta di pronunciarsi con il referendum richiesto, dovuto, non rinviabile!
 
Scriviamo in tempi rapidissimi le regole per la consultazione e facciamo esprimere la gente. Un sindaco a fine mandato e a fine esperienza politica non può decidere da solo dei destini di una grande Città senza far esprimere i cittadini come richiesto da una larga fetta della popolazione. 
 
Siamo pronti ad adire il Prefetto, il Tar e ogni altra Magistratura competente per veder rispettato il nostro diritto ad esprimerci democraticamente con lo strumento referendario.
 
Metteremo in atto ogni iniziativa volta a bloccare la volontà di Aqp, Regione Puglia e dei vari personaggiucoli che dovrebbero rappresentare gli interessi della Città di Nardò e non quelli delle lobbies di potere romane e baresi. 
 
Pippi Mellone
Consigliere comunale