Cronaca

NOTIZIE DALLA REGIONE PUGLIA - Riuso delle acque depurate? Una priorità

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«Lavoriamo sul riutilizzo dei reflui depurati in agricoltura da ben prima che la questione ci venisse posta dai consiglieri grillini».

La perenne polemica sulla depurazione ha ripreso quota negli scorsi giorni sul caso di Manduria. E l’assessore regionale ai Lavori pubblici, Gianni Giannini, non la manda certo a dire: «Non ci fermiamo alle parole, da tempo siamo passati ai fatti. E, con la partenza della programmazione 2014-2020 il tema del riuso verrà ulteriormente esteso anche oltre quanto previsto dal Piano di tutela delle acque». Giannini mostra l’elenco delle opere già avviate.

La Regione ha finanziato il collegamento tra il depuratore di Acquaviva e la rete irrigua comunale, intervento quasi concluso: «Pensiamo - spiega - a duplicare il progetto per utilizzare anche le acque del depuratore di Gioia del Colle». Stesso discorso per Cerignola, Fasano (dove il collegamento è già operativo), Gallipoli e Corsano i cui depuratori sono collegati alla rete del consorzio Ugento Li Foggi. Ancora, la Regione ha sollecitato Castellana Grotte, Maruggio e Casarano affinché attivino i sistemi di affidamento dei depuratori e le reti irrigue comunali, «attraverso - spiega Giannini - la promozione della domanda da parte degli agricoltori».

È invece in corso la definizione delle intese per finanziare il riutilizzo dei reflui trattati a Casamassima, Nardò e Porto Cesareo nelle reti irrigue di Arif e consorzi di bonifica con i quali la Regione studia «tutte le possibili situazioni di riuso delle acque depurate ed il relativo fabbisogno finanziario, così da poter inserire gli interventi nei programmi Fesr».
La strategia riguarda anche Manduria, dove nei giorni scorsi è nuovamente scoppiata la polemica sulla condotta sottomarina. «Abbiamo affidato al Comune di Manduria e al Consorzio di Torre Guaceto - dice Giannini - studi specifici per l’individuazione delle modalità di riuso delle acque depurate, e attendiamo i risultati degli studi».

Oltre all’agricoltura, Giannini ha rispolverato il dossier che riguarda il riuso in ambito industriale su cui, anche in questo caso, aveva a lungo lavorato il suo predecessore Fabiano Amati. «Con l’Ilva - conferma Giannini - è aperto un tavolo tecnico di confronto per il riuso delle acque trattate negli impianti di Taranto Bellavista e Gennarini», una vecchia questione che consentirebbe enormi economie di scala.

Intanto Ernesto Abaterusso, plaude all’accordo che riguarda il depuratore di Nardò: «La realizzazione del raddoppio della condotta sottomarina da 1 a 2 chilometri - dice il consigliere regionale salentino del Pd - permetterà di togliere il divieto di balneazione ad un chilometro di costa. Alla luce di un problema che va avanti da troppo tempo e per il quale era giusto trovare un'adeguata soluzione, se non si portano a compimento i lavori c’è il rischio del commissariamento da parte del ministero dell’Ambiente».

Per questo Abaterusso annuncia che presenterà un ordine del giorno per chiedere alla Regione la ratifica del protocollo d’intesa.