Alimentazione, carni e insorgenza di tumori. Il pezzo è un commento di un chimico-biologo alla notizia dell'Oms sulla carne cancerogena; il secondo è un PDF della scoperta, fatta nel 1931 dal Nobel tedesco Otto Warburg, della causa primaria del cancro (la carne è una delle tante) che chiarisce meglio gli effeti della alimentazione "acidificante" come predisponente al cancro. Tutto curato da Gianpiero Dantoni.
IL FILE RIVELATORE:
1931.pdf123.91 KB30/10/2015, 23:27
Ha creato scompiglio ed allarme la notizia diffusa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): "Salsicce, prosciutto e carni rosse trattate possono causare il cancro". Ci si riferisce a wurstel, carni in scatola, insaccati, ma anche la carne rossa 'fresca'. Oncologi, associazioni di categoria e Ministero della Salute si sono subito scagliati contro questo “allarmismo”, più preoccupati del danno economico alla filiera produttiva della merce in oggetto che alla salute dei consumatori.
La signora ministro Lorenzin si è spinta oltre, ha aggiunto anche “ingiustificato”, come fosse a conoscenza di un’assenza di validi motivi. Senza entrare nel merito degli studi, ha derubricato l’allarme in allarmismo atto a generare paura collettiva e la reputazione dell’OMS a banda di delinquenti. E così, ci dovremmo fidare della Lorenzin sulla parola? Nel mezzo ci siamo noi cittadini trattati come utili idioti, incapaci di sopportare la notizia senza andare in panico, noi esseri sottosviluppati mentalmente, impreparati a sopportare il peso della verità, che la società occidentale ha trasformato, o vorrebbe, in automi predestinati al ruolo di meri consumatori.
Purtroppo questa condizione sembra oggi aver preso il sopravvento, siamo tutti un po’ in balia di informazioni tendenziose e contrapposte. Chi avrà ragione fra la ministra italiana e l’OMS, entrambi apparentemente difensori della nostra salute? Dovrebbero giocare nella stessa squadra, ma qualcosa non quadra in questa strana vicenda. Non si può minimamente immaginare che la notizia sia sfuggita di mano e tanto meno credere che “l’Organizzazione” abbia più a cuore la nostra salute degli interessi sconfinati di chi ha come “ core business” le nostre malattie.
E allora cosa pensare? Tenterò di offrire un mio contributo, avvertendo il lettore che la materia della cancerogenicità in generale è assai complicata e richiede tempo ed una mentalità aperta.
La questione della causa dei tumori è affrontata da molto tempo da illustri scienziati in tutto il mondo con risultati spesso sorprendenti quanto occultati o demoliti, quando non “garbano” agli affaristi del male. La conseguenza è che la malattia è ad oggi ben lungi dall’essere debellata, i malati sono in continuo aumento (solo in Italia circa 1,8 milioni di casi) con un costo annuo per il solo settore oncologico di circa 60 miliardi di euro (fra chemio, radio e chirurgia). A livello mondiale la cifra è difficile anche da scrivere. Il fatturato della Farmindustria mondiale è secondo solo all’industria bellica. Fatte queste premesse veniamo alla carne.
Anche ammesso che provenga da capi allevati a pascolo, ossia senza mangimi, ormoni, antibiotici, anabolizzanti (negli USA non sono vietati, in Italia si), la carne e derivati non è un alimento ideale per la fisiologia umana. Per milioni di anni l’uomo è stato vegano (secondo Robert Leakey, antropologo di fama mondiale). Solo a partire da circa 10.000 anni fa, nel Neolitico, ha cominciato a introdurre nella dieta piccole quantità di carni e latte. L’orso, più carnivoro dell’uomo, si nutre al 95% di vegetali.
Il nostro intestino è lungo dieci volte quello di un carnivoro, per cui la digestione è più lunga e la carne a 37 gradi centigradi va in decomposizione prima di essere espulsa. Inoltre la cottura rende indigeribile il 50% delle proteine che al calore coagulano e produce (al fuoco) sostanze chimiche altamente cancerogene. Ma ciò che fa veramente male è l’effetto acidificante del sangue e tessuti collegato al consumo di carni (oltre altri numerosi cibi e sostanze ingerite) e che innesca processi metabolici cellulari atti a creare le condizioni ambientali per la conversione della cellula normale in tumorale. Ovviamente le carni sono solo uno dei tanti cibi e sostanze ingerite in grado di provocare l’acidificazione dell’organismo.
Questa affermazione proviene da una scoperta risalente al lontano 1931 e si deve allo scienziato tedesco Otto Heinrich Warburg (insignito dal premio Nobel per la scoperta della vitamina B2) , oggi praticamente sconosciuto. Quindi la causa primaria del Cancro fu scoperta quasi 90 anni fa. La medicina ufficiale lo ha ignorato, anche se ricercatori coraggiosi hanno ripetutamente dimostrato la fondatezza delle sue tesi in tempi recenti (per approfondire vedi allegato). Oggi l”effetto Warburg” (così è chiamato) viene considerato non causa ma effetto del cancro. E il gioco è fatto.
Un breve estratto del lavoro indica l’elenco dei cibi qui sotto (quelli in commercio nel 1931) come “predisponenti” (cause primarie) ai tumori.
Alimenti che acidificano il corpo:
$1n Lo zucchero raffinato e tutti i suoi sottoprodotti (è il peggiore di tutti). Contiene solo carboidrati raffinati che schiacciano il pancreas. Il suo pH è di 2,1 (molto acido)
$1n Carne. (Tutti i tipi)
$1n Prodotti di origine animale (latte e formaggio, ricotta, yogurt, ecc)
$1n Il sale raffinato.
$1n Farina raffinata e tutti i suoi derivati. (Pasta, torte, biscotti, ecc)
$1n Pane. (La maggior parte contengono grassi saturi, margarina, sale, zucchero e conservanti)
$1n Margarina.
$1n Caffeina. (Caffè, tè nero, cioccolato)
$1n Alcool.
$1n Tabacco. (Sigarette)
$1n Antibiotici e medicina in generale.
$1n Qualsiasi cibo cotto. (la cottura elimina l’ossigeno aumentando l’acidita’ dei cibi”)
$1n Tutti gli alimenti trasformati, in scatola, contenenti conservanti, coloranti, aromi, stabilizzanti, ecc.
Come si può vedere vi sono compresi quasi tutti gli ingredienti dei nostri pranzi e cene luculliane. Per millenni siamo stati un popolo di tradizioni storiche agro-pastorali, molto lavoro fisico e pasti assai misurati con consumo sporadico di carni. Il cibo era pasto e nutrimento. Oggi è diventato soprattutto esperienza sensoriale, occasione di incontro conviviale e rapporto sociale.
Nessuno mangia per fame, ma per abitudine e, spesso, guardano la televisione, distrattamente ingurgita, senza attenzione ai sapori e agli odori, quantità doppie o triple rispetto alle proprie necessità di sedentario. Ovviamente la qualità è ben camuffata con coloranti, dolcificanti, esaltatori di sapidità, olii e grassi vari, cotture che svuotano i cibi di principi nutrizionali. Se quello che dice il Nobel tedesco Otto Warburg è vero, noi abbiamo e stiamo predisponendo il nostro corpo a questa infida malattia. Esattamente come vogliono i signori dello stratosferico business del cancro.
Cosa fare? Umberto Veronesi è un esempio di vegetariano convinto, oltre che oncologo.
(Gianpiero Dantoni)