NARDO' - Silenzio, nel cimitero di Nardò si ritorna alla vita. L'inaugurazione del sacrario dei mutilati e invalidi di guerra si svolgerà oggi alla presenza delle più alte autorità civili e religiose. Il taglio del nastro da parte del sindaco Marcello Risi (alle 16.45) avverrà dopo la funzione religiosa del vescovo della diocesi Nardò-Gallipoli, Fernando Filograna. Il monumento che ospita le spoglie di tanti neritini torna così ad essere il punto di contatto tra la vita e la morte.
Progettato nel 1969 dal geometra comunale Ennio Vaglio, il sacrario è stato voluto e sostenuto dai soci che si sono fatto carico delle spese di realizzazione, usufruendo di una porzione di suolo concessa gratuitamente dal comune.
Abbandonata da diversi anni, la struttura ha subito l'inesorabile incedere delle stagioni. Il crollo di una parte del solaio è stato un silenzioso grido d'aiuto. Inevitabile, di fronte ad una manifesta pericolosità per le persone, la chiusura della cappella. L'unico socio ancora in vita, Francesco Tempesta, ormai quasi centenario, non poteva più da solo farsi carico delle spese.
L'oblio, però, non ha preso il sopravvento per la tenacia dei familiari. Sono circa cento le famiglie coinvolte. Singole entità che periodicamente davano prova dell'immortalità dei sentimenti e dei ricordi. Piccoli nuclei che hanno iniziato a conoscersi, incontrarsi e unirsi in una sola grande famiglia. Prima sotto la guida del professore Giuseppe Natale, poi con la nomina a rappresentante cittadino di Franco Muci.
Ed è proprio dietro il forte impulso di quest'ultimo, sostenuto dal presidente provinciale Luciano Leone, che l'Amministrazione comunale, con il delegato Daniele Piccione, si è attivata prima acquisendo il sacrario nel proprio patrimonio, poi avviando una attenta opera di restauro e recupero funzionale. Oggi, oltre al taglio del nastro, un trombettista intonerà il "Silenzio" e l'inno nazionale. Una neritina, infine, donerà al sacrario un quadro inedito con i volti e i nomi di molti combattenti della "Grande guerra". Il sepolcro tornerà ad essere un luogo sacro di ideali e valori da trasmettere nel tempo.