NARDO' e PORTO CESAREO - In Comune si lavora per perfezionare le carte. Ma sarà "protocollo" o "accordo di programma"? La differenza non è soltanto una parola.
Per il sindaco la condotta “s’ha da fare”. L’accordo per portare la merda di Porto Cesareo nel mare di Nardò potrebbe andare definitivamente in porto nel prossimo Consiglio comunale calpestando la volontà dei cittadini.
Dopo le norme anti-referendum, Risi mette a segno un nuovo clamoroso e prepotente colpo di mano. Il "sindaco a termine" questa volta ha portato all'esame della Commissione, in fretta e furia (atto preliminare alla seduta di Consiglio), la bozza di Protocollo con Regione Puglia e Acquedotto Pugliese che sancisce il via libera alla costruzione della condotta sottomarina nel nostro mare.
Ieri mattina, durante la riunione della Commissione Ambiente, alla quale il sottoscritto volutamente ha deciso di non prendere parte per non rendersi complice dell’ennesimo scempio dello scellerato governo Risi, è stato portato all'esame dei consiglieri il testo dell'accordo vincolante per il Comune di Nardò ma che poco o nulla influisce invece sugli obblighi in capo ad Aqp e Regione in merito a fantasmagorici interventi e finanziamenti millantati dal moderno "Sceriffo di Nottingham" di Palazzo Personè. Più volte abbiamo infatti sottolineato l'inutilità giuridica dello strumento scelto per l'accordo, il "protocollo d'intesa", chiedendo perlomeno che si usasse il più "forte" accordo di programma.
Ancora una volta un’amministrazione ormai alla fine della sua scellerata esistenza e per nulla rappresentativa del Popolo preferisce decidere per tutti, infischiandosene della palese volontà della popolazione che si oppone a larghissima maggioranza allo scarico della merda di Porto Cesareo in mare. Lo scorso 5 novembre era stato infatti approvato il Regolamento per il Referendum, primo passo per l'indizione di una consultazione popolare sul tema. Nel nostro comune mai si era posta simile esigenza in quanto mai nessuno aveva raccolto il numero di firme necessarie. Oggi il colpo di mano, rapido e fulmineo, per aggirare la consultazione popolare e calpestare 3.500 neretini!
Le intenzioni della maggioranza di Palazzo erano d'altronde palesi sin dall’inizio, sin da quando con delle norme costruite ad hoc ha tentato di sabotare il referendum sostenuto da 3.500 cittadini che, con le loro firme, hanno rivendicato il diritto a esprimersi su quello che si preannuncia come l’ennesimo disastro ambientale a cui Nardò va incontro. Ci avevano già provato infatti con la norma che prevedeva sole 10 ore di consultazione popolare per il referendum a fronte delle 16 ore di voto previste dalle norme nazionali.
Il sindaco e la sua maggioranza continuano a dare dimostrazione della propria condotta e cultura totalitaria con cui hanno governato Nardò in questi anni. Mai ci saremmo aspettati che la loro prepotenza si spingesse fino a questo, andando contro la volontà popolare per difendere un’opera che evidentemente smuove interessi enormi e richiede estrema rapidità.
Non riuscendo ad averla vinta con bieche strategie e cavilli normativi, che noi abbiamo per tempo peraltro scoperto ed in gran parte emendato, questi moderni filosofi e scienziati del tubo hanno scelto la strada più infima e semplice per non far esprimere ai neretini la loro volontà sulla condotta, per paura che un'ondata di dissenso possa travolgere i loro sogni di gloria. Una gran fretta che genera nei mal pensanti i sospetti peggiori.
Ancora una volta noi non gli daremo tregua. Useremo tutte le armi possibili per impedire che il loro scellerato piano vada avanti e che si compia l’ennesimo scippo ai danni della democrazia e Popolo neretino.
Pippi Mellone
Candidato Sindaco
Alleanza per il Cambiamento
(Pippi Mellone Sindaco, Riprendiamoci Nardó, Andare Oltre, Tutto per Nardó)