Cronaca

La condotta dell'Aqp e la condotta dell'Amministrazione comunale

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NARDO' - "Il lettore non resti sorpreso per questo titolo" ci avvisano gli autori di questo intervento, Giovanni Però e Paolo Marzano.

C’è, infatti, un sottile filo  che lega le due condotte.

La differenza, diciamola subito,  è che una deve andare fisicamente e forzatamente a mare (“vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole”) e l’altra attendere, da dove si "puote” importanti politici.

La condotta sottomarina è un coacervo complesso di interessi: progettuali, socio-economico-finanziari, di pianificazione delle acque, rischio di infrazione europea, risarcimenti per mancato guadagno,  puntiglio politico-amministrativo regionale e dell’AQP di non modificare il progetto, pressioni pungenti di Porto Cesareo.

Di razionale, di buon senso, di attenta valutazione, di univocità risolutiva,  di risparmio economico, di progresso civile e civico, di semplificazione progettuale con riduzione dei depuratori, di lesioni della scogliera, di salvaguardia della flora e della fauna marina, di vietare lo scarico a mare dei  depuratori per non rendere il nostro mare Ionico una vera e fetida cloaca, vi è ben poco, anzi si prediligono grandi investimenti in nome di pseudo benefici per l’ambiente,  per il litorale neretino di Torre Inserraglio e per la popolazione.

La Condotta sottomarina, lo sappiamo tutti,  è un grosso affare fognario e ambientale che coinvolge Enti, imprese, maestranze e luoghi turisticamente pregevolissimi.

Cosa curiosa è sapere  che qualche consigliere regionale, in questi momenti di crisi nera, viene a sollecitare la sottoscrizione del Protocollo d’intesa per bloccare le speculazioni e realizzare concreti  benefici per la comunità neretina (sic!).

Peccato per lui, ha perso l’occasione di studiare l’argomento,  di verificare quanto di giusto le associazioni ambientaliste, le opposizioni e il Centro Studi “don Milani” hanno valutato e proposto contro l’incivile Condotta sottomarina progettata dall’AQP!

Il suo è uno sterile tentativo di “soccorso rosso” per “riacchiappare politicamente consensi elettorali” alla A. C. ormai volati via!

Al Consigliere importa poco se è stato richiesto un referendum sull’argomento, se la sanificazione del territorio comprende anche la Vora delle Colucce; Vora nella quale si scaricano acque reflue a Tab 2 provenienti, lungo il canale ASSO,  da 5 depuratori e peraltro su un letto improprio dal momento che lo stesso dovrebbe essere adibito al solo scolo delle acque meteoriche e non reflue!

Di quest’ultimo argomento nessuno ne parla, meglio non sapere, meglio non intrattenersi, nemmeno prevederlo nel Piano delle Acque!

E’ evidente che Nardò non è PATU’!

La democrazia non si pratica in ugual misura, le delibere assunte all'unanimità  possono essere cancellate, la richiesta di referendum può essere dribblata e resa superata, serve solo a far perdere tempo!

Il “centralismo democratico”  sepolto da tempo ritorna in nome di  pseudo benefici sociali, turistici e igienico sanitari (non degli apparati)!

I molti milioni fatti balenare a parole  per sanificare le marine, le Cenate, migliorare tecnologicamente l’impianto di Nardò, sono solo favole edulcoranti per condizionare l’approvazione del Protocollo d’intesa.

I milioni di cui si fa cenno esistono già, e alcuni di essi sono stati  già spesi per la fognatura dell’abitato di Santa Maria con  canalizzazione verso santa Caterina.

Di che si parla? Allora!

Alla Regione e all’AQP  interessa solo l’approvazione immediata del progetto, poco importa se lo stesso è  peraltro  obsoleto, superato dalla moderna tecnologia, inquinante e insicuro, ammorbante e nocivo per la flora e la fauna marina e desertificante per il suolo.

Approvato il progetto finisce la querelle, “fatta la festa, gabbato il Santo”.

Il decantato Protocollo d’intesa è una ripetizione, una  riedizione di quello Ospedaliero, non serve a nessuno, perché il contraente e garante delle promesse, che è lo stesso di prima, è già  andato via!

Per la firma dei due Protocolli non notiamo comportamenti e modalità diverse tra le due amministrazioni nell'affrontare e risolvere i problemi!

 Sia l’una che l’altra amministrazione hanno  trattato i problemi con  superficialità,  con incontri aleatori e pochissime concessioni.

Nessun confronto reale, nessuna visita dei luoghi, della struttura, nessun confronto con le proposte  provenienti dal mondo delle associazioni, dalla delibera del Consiglio comunale e dalla popolazione.

Solo trattative perditempo!

Alla fine per l’Ospedale è  venuto fuori non la sopravvivenza agognata di alcuni reparti ospedalieri ma un  Protocollo d’intesa faraonico di ambulatori e specializzazioni, a tutt’oggi  libro dei sogni, incompleto, con il garante regionale  non  più Presidente!

Per la realizzazione della Condotta sottomarina  l’Amministrazione si è prima espressa  favorevolmente al progetto generale redatto dall’AQP e solo successivamente approfondendo, sotto le pressione, gli interventi scritti e orali delle  associazioni ambientaliste, del Centro Studi don Milani,  di alcune opposizioni e denunce avanzate alla Procura della Repubblica, ha fatto marcia indietro fino a respingere con una delibera votata all’unanimità lo scellerato progetto vituperato da tutti.

Anche qui le estenuanti  trattative anziché portare alla  modifica del Progetto si promettevano pannicelli caldi, soldoni via via sempre più copiosi, in cambio del parere favorevole.

Una vergogna condizionare i promessi soldoni al parere positivo e non al riconoscimento dell’esistenza del problema da risolvere comunque da  parte della Regione  Puglia.

 “La condotta deve arrivare a mare” e se non  basta 1 KM, ne concediamo 2;  prendere o lasciare! Mai ragionare per darle una diversa funzione, destinazione  e qualificazione civile.

Questa trattativa  si è svolta  con le stesse modalità,  lungaggini ed esiti (ossia sia fatta la volontà altrui).

Si sottolinea inoltre la contraddizione amministrativa del neo Presidente Emiliano che per la condotta di Porto Cesareo ha confermato il Protocollo mentre per la Condotta dei Comuni di  Manduria, Sava, Avetrana non ha previsto lo sbocco al mare dei reflui depurati ma la loro utilizzazione interamente nell'agricoltura e negli altri usi compatibili.

Qualcuno ingenuamente si chiede: i nostri “Santi” dove sono?

PD, UDC,  liste civiche, NCD, coalizione di maggioranza,  se ci siete “battete un colpo”!

 

                          IL  PRESIDENTE           IL COORDINATORE

                          Giovanni PERO’             Paolo   MARZANO