NARDO' - Un giornale telematico come il nostro traduce la sua efficacia anche nella condivisione di impressioni. Oggi si è presentato ai nostri occhi un articolo ben fatto e che contiene questa frase, che estrapoliamo. "Mi ha colpito vedere quanto siano connessi dal punto di vista tecnologico; seguono le notizie in modo ossessivo, ma sempre commentandole attraverso i loro filtri. Sono completamente indottrinati, si aggrappano a teorie cospirative di ogni genere, non ammettono contraddizioni".
Perdonateci ma queste parole ci hanno fatto riflettere come, mutatis mutandis, i movimenti intolleranti verso il prossimo si alimentino attraverso il capace vaglio della tecnologia e dello scambio di informazioni sulle piattaforme digitali. Evidentemente i "tempi" della comunicazione su carta consentivano sì l'attuazione di strategie di convincimento delle masse ma lo facevano con modalità più lente e soggette, in ogni caso, alla sedimentazione delle idee ed alla discussione progressiva e successiva. Ora pare che l'azione possa essere conseguenza immediata del pensiero collettivo che si nutre, in modo osmotico, soprattutto degli umori del momento invece che delle idee e delle ideologie. Forse queste sono parole dei "vecchi" della redazione, di coloro che hanno assitito alla transizione della comunicazione tradizionale a quella 2.0 e conoscono entrambe. Ma val la pena soffermarsi per riflettere. Sì, ci vuole sempre il tempo per riflettere ed occhi limpidi per vedere oltre le apparenze.