NARDO' - Un tuffo nel gorgo amministrativo del piano delle coste. Comuni nel caos e il Tar spadroneggia. Si è svolto nei giorni scorsi, nella sala delle “Officine Cantelmo” a Lecce, un incontro sul delicato tema della legge regionale numero 17 del 2015 che disciplina una materia di grande interesse: la possibilità di installare stabilimenti balneari lungo la fascia costiera. A organizzarlo l'Associazione Italiana Giovani Avvocati Lecce con il patrocinio della regione Puglia, della provincia di Lecce, del comune di Nardò e del comune di Porto Cesareo. 
L'iniziativa ha registrato la presenza di tantissimi avvocati (l'incontro era accreditato dall'Ordine) e diversi diretti interessati, tra amministratori e imprenditori. Oltre ai tre qualificati relatori, l'avvocato Paolo Gaballo, l'ingegnere Giovanni Vitofrancesco (dirigente regionale del Demanio) e del magistrato del Tar di Lecce, Roberto Michele Palmieri, è intervenuto il sindaco di Nardò, Marcello Risi e l'assessore del comune di Porto Cesareo, Pasquale De Monte. Questi ultimi direttamente interessati dal “problema” piano coste.
Il caso neritino, con una lunga battaglia legale tra privati, Comune di Nardò e Tar di Lecce è l'emblema del caos che imperversa sull'argomento. Un nodo gordiano che nessuno sembra essere in grado di sciogliere, nel più classico e tragicomico “metodo italiano” di gestire la cosa pubblica. Le sentenze dei tribunali amministrativi, che di fatto si sostituiscono alle funzioni decisionali degli enti locali, sembrano la luce di un faro nella tempesta ma sono solo bagliori fugaci che non risolvono il problema, ovvero la stridente disparità tra la procedura dei “rende noto” e quella dei “bandi pubblici”, entrambi strumenti utilizzati per affidare porzioni di costa. L'argomento era “analisi, interpretazione e applicazione” della legge regionale 17 del 2015. Nonostante i dettagliati interventi dei tre, alla fine dei lavori a giudicare dalle espressioni facciali dei presenti in sala, la confusione sulla materia non sembrava essere diminuita. E le domande finali, un consigliere comunale di Melendugno e l'assessore all'Urbanistica del comune di Nardò, hanno confermato la grande incertezza che pesa sul futuro della costa pugliese, nel caso specifico quella salentina.
Pochi gli elementi di chiarezza, quello più rilevante (e urgente) è costituito dalla necessità che i comuni si adeguino con la redazione, l'adozione e l'approvazione di un Piano Comunale delle Coste, seguendo un complesso iter di collaborazione tra enti (Comune e Regione). Nel frattempo il Tar decide per tutti.