
Ripijatevi :-)
Fatevi una passeggiata serale per portare a spasso il canepulce.
Mangiate meno polpette che vi fanno fare sogni cattivoni e vi attondano troppo.
Fate pace con i vostri cari. Incontrateli. Abbracciateli e iniziate a parlare già con gli occhi e con i gesti.
Siate più aperti con gli altri. Sorridete. Meno musi lunghi, meno acredine e paranoie.
Occhio ai debiti, anche quelli sono fonte di stress. Fate un passo, anche piccolo, verso i creditori.
Cercatevi un lavoro più umile ma onesto. E la politica, ad esempio, non fa per tutti.
Vestitevi meglio, pettinatevi, datevi anche un dignitoso aspetto esteriore.
Non tentate la fortuna. Quella è infida e aiuta solo gli audaci. E voi non lo siete.
La frustrazione esiste, è sempre esistita. Ma ringraziate il Cielo per quel che avete, per le ricchezze (anche interiori) che ancora possedete.
La tastiera è un pessimo sfogo. Non dimostrate apertamente a tutti di non capire. Andate a passeggio, vedete gente. Parlate in dialetto se il pensiero in Italiano non viene.
Il mondo non è bianco o nero. La realtà non è così schematizzata. Esiste una nuance immensa di gradazioni.
Essere prigionieri del passato, delle sconfitte subite, delle aspettative future: tutto è prigione. Bisogna che vi liberiate di queste griglie e di queste sbarre.
Le aspettative sono tante, rischiano di schiacciare qualcuno. Chi è più debole. E poi giù, con altre frustrazioni.
Prendete coscienza di ciò che vi manca, non fate affidamento su ciò che vi potrebbe (forse) completare.
E poi Flaiano, Wilde, Montanelli, Biagi, Calvino, Aristofane, Gorgia, Berlinguer, Almirante sono irraggiungibili per tutti. Mirabili esempi, sì, ma con la consapevolezza che siano e restino tali.
Ma ripijatevi (ché) così si rischia di diventar penosi o disadattati.
E la compassione degli altri è una brutta cosa.