NARDO' - "Sono costretto ad intervenire sul PCC per le troppe inesattezze riportate su stampa e siti, da chi utilizza strumentalmente tale argomento per i fini più diversi". Di seguito potrete leggere anche una replica dell'opposizione.
NOTA DI MAURIZIO LEUZZI (ASSESSORE URBANISTICA)
La prima questione ha riguardato la possibilità di rilasciare concessioni in assenza di un piano approvato. La Regione, con circolare n.10/08, chiariva che “le funzioni amministrative conferite ai comuni costieri in merito al rilascio di nuove concessioni demaniali potevano attivarsi successivamente all’approvazione della pianificazione costiera”. L’ufficio si è pertanto adeguato a tale indicazione adottando i conseguenti provvedimenti di diniego, che però sono stati annullati dal TAR il quale, smentendo l’indicazione della Regione, si è invece pronunciato a favore della possibilità dell’esame delle istanze e dell’avvio delle procedure (rende noto) per l’assegnazione delle concessioni.
Il contenzioso che ci ha visto soccombere non è quindi stato generato da una scelta dell’Am.ne. La seconda questione ha riguardato la possibilità per i comuni sprovvisti di un PCC approvato, di tutelare comunque il proprio territorio stabilendo principi e regole per la pianificazione, ad es. per la individuazione dei siti o per le modalità di realizzazione degli stabilimenti. Ebbene il giudice amm.vo ha chiarito che tale possibilità è consentita (nelle more dell’approvazione del PCC), attraverso la formale adozione di atti (a prescindere la loro nomen iuris) che dettino principi, regole e limitazioni.
E ciò ha dato maggior valore all’adozione del nostro PCC (tra i primi in Puglia) con cui abbiamo potuto: contenere il numero degli stabilimenti, salvaguardare ed escludere dalle assegnazioni i siti interessati dalla balneazione spontanea, stabilire dimensioni contenute per i tavolati, indicare i materiali da utilizzare, focalizzare come priorità la questione viabilità e parcheggi.
Il risultato più importante, questo, se è vero (ma per qualcuno pare non lo sia) che gli amministratori di questo paese, prima che degli interessi degli imprenditori che vogliono investire sul territorio, dovrebbero preoccuparsi di tutelare l’interesse della collettività -nel caso specifico la salvaguardia della costa- dal momento che intervenendo senza regole e con un forte impatto si rischia di snaturare il paesaggio che tanto ci caratterizza, e che costituisce quell’attrattore turistico indispensabile per il successo degli stessi investitori. La terza questione ha riguardato infine la procedura di assegnazione delle concessioni. In ottemperanza al giudicato del TAR, l’Amm.ne ha avviato la procedura dei rende noto.
Ebbene il contenzioso che ne è scaturito (ancora in piedi) non è dipeso, anche in questo caso, da una scelta dell’Amm.ne, bensì dal fatto che nelle more delle procedure avviate è intervenuta la nuova legge regionale che ha invece stabilito che l’unica procedura legittima per l’assegnazione dei siti è il bando pubblico. Ed in mancanza di una norma che nella fase transitoria regolamentasse l’ipotesi di eventuali procedure di rende noto già avviate, l’Amm.ne ha ritenuto che fosse più corretto revocare i rende noto e procedere con i bandi pubblici (attesochè tali procedure garantiscono una maggiore trasparenza). Ebbene, con le pronunce intervenute, il TAR non ha detto (come in maniera inesatta o strumentale è stato sbandierato sulla stampa) che tale determinazione dell’Amm.ne è errata o illegittima, ma ha solo evidenziato che il provvedimento di revoca dei rende noto doveva essere adeguatamente motivato con una esplicita comparazione tra l’interesse dei privati e quello della collettività.
Il TAR ha in definitiva chiarito che la pubblicazione dei bandi (previa revoca dei rende noto) è una procedura legittima, come pure, sul fronte opposto, ha utilmente chiarito che anche la conclusione dei rende noto già avviati è una soluzione altrettanto legittima (nonostante il disposto della nuova legge regionale). Sicchè solo oggi, a seguito delle pronunce intervenute, si è giunti alla conclusione che l’Amm.ne potrà valutare entrambe le possibilità.
Insomma, nel merito né vincitori né vinti. Ma il chiarimento, stante i problemi interpretativi derivanti dalle due leggi regionali, non poteva che venire dal TAR.
NOTA DI GRAZIANO MANDOLFO (L'ALTRA NARDO')
Leuzzi impegna il nome di una intera città, interpretando le sentenze del TAR Lecce, che hanno visto, tutte le volte, ma proprio tutte, il comune soccombere e che hanno di fatto "ridicolizzato" il lavoro dell'ufficio, che lui dirige sotto il profilo politico, descrivendole: quasi come atti dovuti e riconoscimenti indiretti e taciti al lavoro fatto.
Il nostro assessore relega "il difetto di motivazione dei provvedimenti emanati e la mancata comparazione tra interessi privati e pubblici come mancanze lievi".
Tentativo melenso e mal riuscito di autoassoluzione ed autocompiacimento, che declina una grave mancanza di rispetto per i cittadini ed una dubbia competenza sulla materia.
Leuzzi dimentica che, il costo di questi contenziosi ricade interamente sui contribuenti neretini; questi ultimi avrebbero gradito che, i nostri funzionari lautamente pagati, grazie anche al contributo di consulenti, altrettanto lautamente pagati, si fossero ricordati (e per il futuro si ricordino) di motivare i propri atti e contemperare gli interessi in gioco e un pò come ricordarsi di accendere il fuoco prima di cucinare, appare elementare, ma occorre farlo.
Inquietante, poi, il vuoto di memoria, su un'altra grave circostanza; infatti, nessun rilievo l'Assessore dedica alla rimozione dall'incarico di Responsabile del procedimento del dirigente del settore Piero Formoso, da parte del Sindaco, a ridosso di Natale, a causa di una incompatibilità per ragioni parentali, peratro, dichiarata a distanza di anni dall'avvio dei procedimenti afferenti il piano delle coste.
Gli ulteriori strascichi giudiziari, che stanno attraversando il settore e quelli che purtroppo potranno venire a seguito della verifica dei riverberi delle situazioni di incompatibilità e conflitti di interesse in capo al responsabile del Procedimento sugli atti adottati e su quelli adottandi inerenti le concessioni demaniali ci fanno propendere, nostro malgrado su un'altra chiave di lettura è vero non ci sono vinti e vincitori, ma solo tanta gente convinta che occorre cambiare pagina e introdurre un sistema finalmente trasparente e che possa tutelare gli interessi e i diritti della nostra Comunita'!
Graziano Mandolfo
L'altra Nardò