Cronaca

Giornata Fai di primavera: stavolta l'Osservatorio ci va giù duro

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NARDO' - Il 24 -25 marzo XX giornata FAI, ma Nardò non è una città d’arte? Storie di “sonno, ragione e mostri” in un paese che non vuole crescere.

 

Proprio così, “Il sonno della ragione genera mostri” (El sueño de la razón produce monstruos), la frase che abbiamo tante volte sentito pronunciare è il titolo dato ad un’opera d’arte, in particolare ad un'acquaforte, realizzata alla fine del ‘700 da Francisco Goya, pittore spagnolo. L’opera fa parte de ‘I capricci’, una serie di incisioni ad acquaforte chiamate Los caprichos che ritraggono - in chiave allegorica, umoristica e satirica - vizi e miserie umane, ma anche soggetti fantastici o grotteschi, individuati dall’artista, dal contenuto fortemente critico nei confronti della ‘morale’ dell'epoca.

Il contesto per cui è stata scelta e inserita , la frase, anche questa volta, non si allontana dalla sua accezione originaria, anzi ne sottolinea l’incredibile coincidenza con la serie di problematiche che, qui in città, sembrano aumentare vertiginosamente, invece che diminuire. E, siccome non ci facciamo mancare nulla, tali problematiche, si presentano, oggi, con la loro massiccia complessità tanto da rendere, purtroppo, ‘opaca’ qualunque spinta che abbia come obiettivo, il futuro di Nardò (enorme si rivela, giorno per giorno, la responsabilità amministrativa degli ultimi anni soprattutto per chi ha appoggiato strategie evidentemente fallimentari). Praticamente in questo paese “la mamma si è accorta delle ‘bucce’ di caramelle, nascoste sotto il tappeto”. E tutti ora rimangono basiti o addirittura meravigliati. Il 24 e 25 marzo è la XX giornata del FAI e Nardò è una città d’arte. L’Osservatorio sulla città di Nardò, rimane col giudizio sospeso sulla questione. Però, se, e solo se, tutto quello che si sta profilando corrispondesse a verità, sarebbe veramente triste, per noi e per le nuove generazioni, comprendere come la gestione di un meraviglioso paese, qual è Nardò, del quale continuiamo a decantare ed a privilegiare gli aspetti di ricchezza e preziosità, si sia basata su meccanismi così poco sensibili alla salvaguardia delle regole e alla tutela dei principi del buon governo. Purtroppo siamo così tanto abituati al degrado sia urbano sia sociale che la migliore alternativa, a quanto pare, è stata quella “del rattoppamento” o più delle volte dell’indifferenza. Sì, proprio come si procede per le strade dissestate, quando non si sceglie di ripristinarle per intero, costituiscono un disastro programmato nel tempo. Occorre però un po’ di riflessione e maggiore consapevolezza che l’Osservatorio sulla città ha sempre sollecitato per l’educazione alla bellezza. Infatti qual è la ‘magia’ che trasforma le parole (troppe) e le fa diventare ‘buon governo’ nel rispetto del ‘bene comune’, per i cui i vantaggi siano godibili da tutti e non solo da pochi?

Il 24 e 25 marzo è la XX giornata del FAI e Nardò è una città d’arte. Ho timore che la valorizzazione del nostro territorio (in generale anche quello italiano) stia diventando un argomento, anch’esso, virtuale. Non sarebbe strano; in effetti, iniziando dalle teorie di McLuhan, Pierre Lévy, J.G.Ballard, Paolo Ferri, fino a P. Virilio, col notevole aiuto che dette il film del 1976 “Quinto potere”, gli argomenti e gli strumenti per persuadere le masse sono così evidenti che la ‘gestione della paura’, diventa la sfida di ogni giorno per i media, ‘consapevoli’ delle raffinate tecniche raggiunte. Ben teorizzate e anche verificate sulla nostra pelle (percezione), da decenni a questa parte. Ci vorrebbe un racconto dickiano per comprendere come (sembrerebbe fantascienza) si potrebbero trarre dei buoni risultati analizzando le conseguenze della potenza induttiva dei media sulla percezione umana e i suoi condizionanti limiti, anche se J. Baudrillard con “Il delitto perfetto” del ‘96 , giunge ad opportune e interessanti conclusioni.

Il paradosso è che intorno a noi, infatti, tante belle parole, tanti mondi possibili, tante promesse proclami e poi, manca la conferma della realizzazione del nostro “quotidiano più semplice”.

Il 24 e 25 marzo è la XX giornata del FAI e Nardò è una città d’arte.

Ho l’impressione che su questo argomento, in un periodo di profonda crisi, prevista da tempo, della quale nessuno ha saputo comprenderne la vastità e le caratteristiche d’impatto sulla gente, verranno messi alla prova i prossimi comportamenti, dei profili politici e non più, come è successo fin adesso, sui (facili) programmi da “buca stradale” riempita alla meno peggio.

Quindi, auspico che si guardi realmente ad Ippocrate per il quale la parola crisi, dal grecokrinein (determinare, decidere), costituisca davvero l’ambito rispetto al quale muoversi per migliorare le condizioni e cercare di risolvere (al più presto) le cose attinenti ad una generale presumibile opera moralizzazione, senza la quale non si può ripartire almeno ‘aggiustando’ il nostro ‘onesto’ quotidiano.

Per correggere questo degrado ‘percettivo’ (fisico/sociale) occorre pretendere: concretezza d’intervento, correttezza nella pratica amministrativa della cosa pubblica, responsabilità nelle decisioni, consapevolezza degli strumenti e chiarezza degli obiettivi.

Senza queste componenti, statene certi, Nardò non riparte, allora vale quel che “FAI” per salvare la bellezza.

http://www.giornatafai.it/

Il 24 e 25 marzo è la XX giornata del FAI e Nardò è una città d’arte.

OSSERVATORIO SULLA CITTA’ di Nardò (Le)