Cronaca

Nominato in Comune il nuovo responsabile anticorruzione. Il caso venne fatto scoppiare dal consigliere Oronzo Capoti

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NARDO' - Nominato il nuovo responsabile anticorruzione dopo le dimissioni dall'incarico del segretario generale.

Il sindaco di Nardò Marcello Risi ha nominato oggi, con decreto, il nuovo responsabile della prevenzione della corruzione.

Dopo le dimissioni dall'incarico del segretario generale Giuseppe Leopizzi, la scelta del primo cittadino è caduta sulla dottoressa Maria Josè Castrignanò, dirigente presso il comune del settore economico finanziario.

L'incarico, con decorrenza immediata, non prevede l'attribuzione di alcun compenso aggiuntivo.

30 NOVEMBRE 2015

Il consigliere comunale di Nuovocorso per Nardò, Oronzo Capoti, rimprovera l’Amministrazione di consentire al segretario comunale in carica di esercitare il ruolo di garante dell’anticorruzione nonostante una condanna.

“In questa città tutto è normale – dice – perché si fa finta di niente e si tira a campare lasciando ogni cosa al suo posto. Sappiano i cittadini che anche Nardò non è esente dai malcostumi italiani come ho potuto rilevare svolgendo fino in fondo il mio ruolo di controllo quale consigliere comunale di opposizione”. Che cosa contesta Capoti? “E’ normale – si chiede - che il segretario del Comune di Nardò, responsabile della commissione anticorruzione, condannato in secondo grado per abuso in atti di ufficio, continui regolarmente a ricoprire il suo ruolo, nonostante gli organi competenti come l’Anac abbiano più volte esortato l’Amministrazione comunale a prendere provvedimenti considerata l’incompatibilità del ruolo con la condanna? E’ normale anche che lo stesso rassegni le dimissioni nel mese di ottobre scorso, tardivamente rispetto alla condanna, e continui a firmare atti per la carica ricoperta nell’ anticorruzione?”
Capoti, infine, fa riferimento alle prescrizioni della Legge Severino che, però, in questo caso non pare si possano applicare perché destinate solo ad amministratori che ricoprono incarichi politici.

Considerata la delicatezza della vicenda si è resa necessaria una attenta verifica della questione. L’Autorità nazionale anticorruzione ha ritenuto, nel settembre scorso, che sussiste “inconferibilità” per otto mesi (il doppio della pena comminata al funzionario per un abuso d’ufficio commesso quando era impiegato nel Comune di Parabita) dall’incarico al dottor Giuseppe Leopizzi. Il segretario si è dimesso da quell’incarico il 26 di ottobre e non avrebbe firmato più alcun atto da quella data. Leopizzi, per altro, ha impugnato la decisione dei giudici (e ricorrerà in Cassazione) e ha contestato la decisione dell’Anac. Secondo il funzionario la conferma della condanna in appello non può essere considerata un “nuovo” evento, successivo a quella di primo grado del 2011. Non rientrerebbe pertanto nell’ambito di applicazione della legge “Anticorruzione e trasparenza” entrata in vigore nel 2013.