Cronaca

Castellino: chiesti cinque milioni di euro alla regione per bonificare l'area

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NARDO' - Risi: “Su Castellino lavoriamo ad un dossier per la Procura”. Siciliano: "perché non siamo stati avvertiti?"  

I pozzi spia a valle del sito della ex discarica di Castellino, chiusa nel 2007, costantemente monitorati da Arpa Puglia, fanno riscontrare una presenza di nichel superiore (seppure di poco) ai limiti di legge. Si registrano, inoltre, tracce di arsenico in quantità maggiore a quelle che l’organismo umano può assumere senza effetti nocivi. L’acqua minerale che beviamo può contenere al massimo 10 µg/l di arsenico. Nei pozzi spia di Castellino dai rilevamenti dell’Arpa risultano 4 µg/l in più. “Il fatto che tutti gli altri limiti di legge siano rispettati non possiamo considerarlo in sé tranquillizzante – ha dichiarato il sindaco Marcello Risi. – Se dall’analisi degli ultimi rilevamenti non emergerà una netta e definitiva inversione del trend, vorrà dire che le azioni fin qui poste in essere dalla società privata che gestisce l’impianto non offrono le garanzie che pretendiamo. Nell’incontro che gli amministratori comunali avranno martedì con il governatore Michele Emiliano, ribadiremo l’urgenza di accelerare la post- gestione, in condizione di massima sicurezza. E chiederemo alla Regione di anticipare le somme necessarie per l’intervento (circa cinque milioni di euro). L’amministrazione comunale sta lavorando ad un dossier che sarà trasmesso alla Procura. Se i dati non rientrano in fretta nei limiti di legge ritengo necessaria un’approfondita indagine, anche in sede penale, per l’accertamento di ogni responsabilità” conclude il primo cittadino.
Marcello Risi - sindaco di Nardò

Relativamente alla relazione di Arpa Puglia che riscontra un'elevata percentuale di arsenico in falda, dopo le analisi effettuate su due dei tre pozzi spia posti all'interno dell'impianto di proprietà della mediterranea Castelnuovo 2, credo che sia giunto il tempo  di sollevare una questione a livello giuridico/penale, come già proposto dal Sindaco Risi, per accertare su chi ricadano le responsabilità dell'inquinamento dell'acqua che scorre nella falda che attraversa il sottosuolo di Castellino. Dopo l'innalzamento della percentuale di nichel, un metallo pesante che oltre il limite stabilito risulta essere tossico, ora è l'arsenico a destare seria e maggiore preoccupazione. Domattina incontrerò personalmente il Presidente Antonio Gabellone e l'Ing. Corsini per comprendere come mai della detta relazione dell'Arpa non sia stato informato il Consiglio Provinciale in tempo reale, nè l'Amministrazione Comunale di Nardò. La fase di post-gestione non può più essere rinviata e la Regione ha il dovere di finanziare questa importante e necessaria opera di bonifica (considerato che la rideterminazione e conseguente pagamento della tariffa spettante ai Comuni del ex ato Lecce 2 rappresenta una chimera), di quel sito che ha danneggiato lungamente questo territorio in termini di immagine ed inquinamento ambientale.

Giovanni Siciliano - Consigliere Provinciale