Cronaca

Ci scrive Ezio Dell'Atti: "auguri, cara Renata"

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NARDO' - In questi giorni ho  ripassato le biografie di celebri donne che hanno fatto la storia: Clara Zetkin , Anna Kuliscioff, Mary  Wollstonecraft, Simone Weil; mi sono entusiasmato per queste intellettuali-eroine che hanno cambiato il mondo combattendo per i diritti delle donne fino al sacrificio. Poi ho ricevuto i messaggi bellissimi che Vi allego ; qui non ho bisogno di studiare ma solo di ricordare una grande donna che ho avuto la fortuna di conoscere e frequentare nella mia città e nella mia marina (Nardò-Santa Caterina), condividendone ideali e principi. Oggi avrei potuto farle gli auguri di compleanno: sento il dovere di ricordarla a tutti Voi o di farla conoscere a chi non c'era in quegli anni ed in quei luoghi.  

DONNE­
Ci sono donne che hanno lasciato un seg­no nella nostra terra. Ma  soprattutto do­nne che ci hanno donato un'eredità che abbiamo il dovere di difendere. Lei è Ren­ata Fonte, morta ammazzata il 31 marzo d­el  1984. Il suo coraggio splende tra i boschi, il mare e gli scogli di  Porto Sel­vaggio. La sua voce è il che soffia su q­uel tratto di costa.  Il suo profumo è l'­odore della vegetazione mischiata a quel­la del mare nelle giornate umide d'autun­no. La sua forza è il frastagliarsi dell­e onde nelle giornate di forte scirocco.

RENATA FONTE: LA DONNA CHE MORI' PER IL NOSTRO MARE
Il 10 marzo 1951 nasceva a Nardò una donna che ha reso straordinaria la  sua breve vita e che l'ha sacrificata per la difesa del territorio. Se  oggi Porto Selvaggio è ancora il luogo dove terra e mare si incontrano  per dare vita alla bellezza che solo la natura può esprimere è solo  grazie a lei. Buon Compleanno Renata Fonte. 

Ho sempre pensato che se un credente, di qualsiasi  religione, mi chiedesse di descrivergli come, secondo me, fosse fatto il volto del suo Dio, io gli avrei indicato gli orizzonti che si possono  ammirare lungo quei 6 km di strada che ho fatto a piedi, in bici, in  auto, di notte, all’alba e al tramonto. In quel posto si può ammirare  l’armonia tra il blu del mare, il rosso della terra e il verde della  vegetazione spontanea. Ho avuto la fortuna di vivere quei posti  d’inverno per oltre quattro anni, ed è proprio in quel periodo che la  bellezza di quei luoghi, oltre a vederla, la ascolti con il vento forte  di scirocco e la assapori quando l’umidità e la pioggia sprigionano  mille profumi.

C’è un luogo su quel tratto di costa, per il quale il 31  Marzo del 1984, a soli 33 anni, venne uccisa una donna con l’unica colpa di aver lottato contro chi voleva negare alla mia generazione, con la  speculazione edilizia, il diritto di ammirare, a due passi da casa, la  straordinarietà della natura e di sentirsi parte di essa. Quel luogo è  Porto Selvaggio e quella donna è Renata Fonte, vittima di mafia a difesa dei beni comuni.­