NARDO' - Follia nelle campagne di Nardò. Urla “voi qui non dovete stare” e svuota una casetta utilizzata da due giovani extra-comunitari come ricovero notturno. Vestiti, valigie e piccoli mobili sono stati sparpagliati per diversi metri. Non soddisfatto della disumana sfuriata, l'uomo ha convocato sul posto un muratore per sigillare l'unica porta d'accesso. Quest'ultimo si è poi rifiutato di eseguire il “lavoro”. L'autore di queste brutali azioni è un cittadino italiano, proveniente dal Nord Italia, stabilitosi a Nardò da qualche anno.
Teatro del deprecabile episodio è un lembo di campagna tra Nardò e Galatina, una diramazione di contrada “Conga”. Avvisaglie di tensione c'erano già state nei mesi passati. Lunedì scorso, nelle prime ore della giornata, la situazione è precipitata. La zona, complice la vicina “ex-falegnameria”, è popolata da molti lavoratori stagionali senza alcuna dimora. I luoghi di ricovero più ambiti sono i piccoli casolari abbandonati e altre piccolissime costruzioni un tempo utilizzate come deposito di attrezzi agricoli. Nel febbraio del 2015 i ragazzi del collettivo “Diritti a Sud” si sono rimboccati le maniche ed hanno riqualificato la casetta finita nel mirino del vicino con qualche problema di intolleranza. A scatenare l'ira sarebbe stato, forse, un “problema” di decoro. La sua magione, un rudere finemente restaurato, mal si abbina (secondo i suoi parametri) con i lavori in economia e realizzati con grande dignità dai ragazzi dell'associazione. E proprio i giovani di “Diritti a Sud”, dopo un sopralluogo, hanno accompagnato i malcapitati negli uffici del commissariato di Polizia di Nardò per una formale denuncia.
“Si è trattato - sottolinea Angelo Cleopazzo (Diritti a Sud) - di un episodio molto grave. Valuteremo come muoverci, per ottenere un risarcimento dei danni materiali e immateriali”. Sui social network la notizia ha assunto i contorni di un episodio razzista. Più semplicemente si potrebbe definire come una perdita di umanità.