NARDO' - Coinvolto un uomo di 44 anni che ha molti interessi nella zona di Nardò. Sarebbero 24 gli immobili (molti ancora in costruzione) nell'area neritina: un investimento, secondo gli inquirenti, riconducibile a capitali di sospetta provenienza.
I militari della Guardia di Finanza di Modena hanno sequestrato un patrimonio - mobiliare e immobiliare - del valore stimato in circa 4.200.000 euro, agli appartenenti di quello che viene definito un gruppo operante nelle provincie di Modena e Reggio Emilia e, in particolare, nel distretto ceramico tra i comuni di Sassuolo, Fiorano Modenese, Casalgrande e Castellarano, già colpiti da misure cautelari personali eseguite da Guardia di Finanza e Polizia di Stato nel mese di ottobre dello scorso anno, nella cosiddetta operazione ‘the untouchables’.
L’operazione ad ottobre aveva portato anche a controlli della polizia in municipio a Sassuolo e negli uffici di Sgp, società partecipata del Comune. Un filone dell’inchiesta aveva portato ad indagare il capogruppo Pd in consiglio comunale nel Comune modenese, subito dimessosi, e due dipendenti comunali.
Il provvedimento attuale, disposto dal Tribunale di Modena giunge al termine di indagini di polizia economico-finanziaria, avviate ad inizio 2015 su delega della Procura nei confronti dei destinatari dei sequestri, per i quali è stata riconosciuta la «pericolosità sociale» per reati come estorsione e usura. Dagli accertamenti è emerso come Adamo Bonini e Rocco Ambrisi siano riusciti ad accumulare, direttamente o attraverso alcuni stretti familiari, un significativo patrimonio, del tutto incongruente rispetto alla propria capacità contributiva ed a quella dei propri congiunti. La sproporzione ha permesso di richiedere il sequestro, finalizzato alla confisca, dell’intero patrimonio.
Sono state sequestrate 31 unità immobiliari nei comuni di Casalgrande (Reggio Emilia), Castellarano (Reggio Emilia), Sassuolo (Modena) e Nardò (Lecce); un’auto di lusso; rapporti bancari/dossier titoli/quote societarie, per un valore complessivo di stima dei beni sottoposti a sequestro, appunto, di oltre 4.200.000 euro.