Cronaca

*VIDEO* - Un film in streaming sul sito del Comune di Nardò

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NARDO' - Il film, nato da un'idea del dott. Giuliano Rizzo, si apre con le suggestive immagini notturne della città di Nardò, l'operoso centro salentino che si è conquistato nel 2005 la Medaglia d'oro al Merito civile da parte del Presidente della Repubblica, e prosegue raccontando dalla stessa voce dei protagonisti le vicende di quell'indimenticabile periodo in cui la popolazione neretina aiutò spontaneamente e con un trasporto encomiabile migliaia di profughi scampati dall'orrore della furia nazista e fascista.

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Campo n°34 Le memorie dell'accoglienza
regia: Giuliano Capani
assistente alla regia: Jenne Marasco
organizzazione: URP Comune di Nardò
produzione: Madaro advertising production

Alcune riprese di profughi (allora bambini) che ricordano con vibrante gratitudine quei momenti terribili ma anche gioiosi sono tratte dal film: “Salento ponte verso Israele” (una produzione israeliana di Yarden Pinto), altre immagini di repertorio sono state prese da: “Rinascere in Puglia” di Yael Katzir.

Tra i protagonisti del racconto cinematografico il prof. Fabrizio Lelli, docente di Lingua e letteratura ebraica presso Unisalento, Livio Muci, editore BESA, Chiara Venturi figlia del proprietario dell'omonima Villa che fu requisita dagli alleati, Vittorio Perrone, testimone di quelle vicende.

Nel film è presente una visita guidata dalla dott.ssa Giuseppina Cacudi al Museo della memoria e dell'accoglienza, un edificio appositamente ristrutturato a Santa Maria al Bagno che, nelle intenzioni dell'Assessore alla Cultura Mino Natalizio, vuole essere un punto di riferimento anche per attività culturali rivolte alle problematiche odierne dell'accoglienza extracomunitaria.

Il Sindaco Marcello Risi afferma con forza l'attualità dell'esempio dato dai neretini nel lontano dopoguerra: “Il grande insegnamento è questo:le fedi religiose, le diverse culture non devono assolutamente separare né mettere in contrapposizione gli uomini perché essi hanno qualcosa di straordinario nella loro natura che non può essere diviso né da ragioni politiche né di razza: gli uomini sono tutti uguali ed hanno grandi ragioni per amarsi, per volersi bene e per concorrere insieme al progresso dell'umanità”.