NARDO' - Vandalismo, violenza nel nostro Centro Storico. Quanta rabbia nel vedere le foto di cornici di leccese distrutte e buttate nei cestini dell’immondizia.
Si grida solo alle responsabilità, al controllo e alla vigilanza ma non si dice niente sulle cause e su quello che possiamo fare per evitare tutto questo.
Anzitutto ci tengo a dire che violenza alla risorsa Centro Storico vuol dire anche gettare mozziconi di sigarette e rifiuti per terra, non pulire dalle erbacce facciate, balconi,cornici e parapetti , non fermare l’avanzata distruttrice dei piccioni , percorrere alcuni vicoli con le macchine , rovinare il basolato, non rispettare la segnaletica stradale,effettuare parcheggi selvaggi, eccetera, ecc.
Continuo da tempo a ripetere che oltre al giusto controllo ci vogliono contemporaneamente strumenti di conoscenza, di partecipazione e di educazione che coinvolgano soprattutto le scuole e le associazioni e che abbiano come fine il rispetto e la salvaguardia delle risorse presenti nel nostro centro storico.
Per gestire e programmare il Centro Storico occorre la corresponsabilità della Pubblica Amministrazione e dei cittadini e un grande sforzo comune per una partecipazione di idee e strumenti che metta da parte l’individualismo , gli interessi di parte e personali e pensi soprattutto allo sviluppo della principale risorsa della nostra città nell’interesse di tutti.
Alcune proposte il Comitato “Idee in Piazza “ da tempo le ha messe sul tappeto.
Sono : l’elaborazione di un “Piano di Gestione complessivo per il Centro Storico “ , la creazione di strumenti di educazione e controllo, l’insediamento di una Commissione Consultiva e la realizzazione di un Ufficio Unico per il Centro Storico.
La campagna elettorale già in corso potrebbe anche essere l’occasione per un momento di confronto e di riflessione propositivo che porti all’individuazione di strategie e proposte utili perché il Centro Storico diventi una parte viva, dinamica e attiva della nostra Città.
Meno foto, meno slogan. Più proposte ,più idee e più decisioni concrete di responsabilità.
Pantaleo Pagliula