NARDO' - Tre mesi di reclusione, com pena sospesa, per esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Poi 8mila euro di risarcimento danni in sede civile.
Avrebbe ricevuto un prestito di 5 mila euro e per estinguere il debito sarebbe stato obbligato ad effettuare una serie di lavori senza ricevere alcun corrispettivo. Un professore residente a Nardò è stato condannato a tre mesi di reclusione con l’accusa di esercizio arbitrario delle proprie ragioni ai danni di un imbianchino suo concittadino.
Il giudice della seconda sezione penale Marcello Rizzo ha riqualificato l’iniziale accusa di estorsione per la quale il vice procuratore ordinario aveva chiesto oltre tre anni di reclusione. L’imputato potrà beneficiare della pena sospesa e della non menzione. Il giudice ha anche disposto un risarcimento danni in favore della parte civile (assistita dall’avvocato Andrea Bianco) di 8 mila euro.
Il professore dopo aver prestato una somma di cinque mila euro all’imbianchino avrebbe preteso gratis diversi interventi di tinteggiatura in alcuni immobili dall’aprile del 2008 fino al giugno del 2010. E poi minacce verbali: «Non metterti contro di me, so dove abiti, stai attento".
Le indagini, coordinate dal pm Carmen Ruggiero e condotte dai carabinieri della locale stazione, hanno anche accertato che il professore avrebbe tenuto sotto scacco l’imbianchino con una sorta di ricatto: avrebbe dovuto proseguire nei lavori commissionati per non rischiare una denuncia alla finanza per la sua attività in nero.