NARDO' - La comunità di Acailandia, oggetto del nostro intervento, si trova sulla porta d’ingresso dell’Amazzonia (“Portal da Amazônia”) , in un’area caratterizzata da una forte identità territoriale e con caratteristiche culturali e biologiche legate a un ricchissimo sistema forestale.
Questo luogo è la frontiera conosciuta come “arco do desmatamento” (arco della deforestazione) e costituisce la grande mezzaluna della devastazione che si addentra ogni anno all’estremo nord dell’Amazzonia cancellando gradatamente e irreversibilmente la fitta vegetazione cresciuta rigogliosa per secoli.
Negli ultimi trent’anni anni Acailandia si è trasformata da città di segherie a centro chimico e siderurgico e oggi ricopre un ruolo fondamentale nella catena della estrazione-lavorazione-esportazione del ferro. La materia prima viene estratta in una miniera del Carajas, nel Pará, e la destinazione finale è il porto di São Luis, dove arriva dopo avere viaggiato per 892 km su una linea ferroviaria costruita appositamente. Parte di questo materiale, circa il 10% del totale, rimane ad Acailandia, dove viene trasformato in ferro-ghisa all’interno di alcune industrie siderurgiche insediatesi in città nel corso degli anni.
Queste industrie possono funzionare solo con molta forza lavoro e bruciando grandi quantità di carbone. La produzione del carbone necessario è effettuata destinando vasti terreni alla coltivazione di alberi di eucalipto che crescono molto velocemente in questa zona del Brasile. Gli eucalipti, però, richiedono tantissima acqua e impediscono ai contadini di utilizzare il terreno per altri scopi agricoli.
Il contesto sociale dell’area è fortemente influenzato dalla questa realtà industriale che da occupazione alla maggior parte dei lavoratori della città. Nelle immediate vicinanze delle industrie siderurgiche, inoltre, è presente una comunità di persone che è costretta a convivere con i fumi prodotti e con i residui inquinanti della lavorazione del ferro.
La comunità comboniana presente nella città di Acailandia svolge un importante lavoro di promozione umana , culturale e di “coscientizzazione” . In questa Comunità opera Padre Massimo Ramundo nato nella città di Neviano e da oltre 20 anni Missionario Comboniano in Brasile.
Il progetto “ Casa Famiglia Rural “ di Acailandia si propone di costruire delle alternative di sviluppo economico e sociale da contrapporre al sempre più rapido sviluppo delle industrie siderurgiche che sta provocando un grande esodo di popolazione giovane dalle campagne verso la città industriale.
Questo progetto vuole incoraggiare i giovani delle comunità agricole rimanenti che ancora credono in un nuovo sviluppo agricolo della terra e alla rinascita della attività agricola nei luoghi dove sono nati proponendo una nuova immagine dell’agricoltura legata alla condivisione e allo scambio delle informazioni da contrapporre alla deforestazione , alla distruzione delle risorse e allo pseudo sviluppo chimico-siderurgico.
Il governo brasiliano ha messo a disposizione di questo progetto alcune strutture poco idonei e fatiscenti che man mano si stanno deteriorando e che devono essere adeguate a convitti e scuola di formazione secondo il progetto Casa Famiglia Rural .
Allo scopo di presentare il progetto “ Casa Famiglia Rural “ di Acailandia ,The International Association of Lions Clubs – Distretto 108 AB, Zona 20 insieme al Lions Club Nardò-Leo Club Nardò organizzano un Meeting Lions dal titolo :
“ Acailandia: una missione Comboniana per un impegno senza confini “.
Il meeting si propone , come service Lions:
- Di raccogliere fondi destinati al restauro di una casa-scuola denominata “Casa Famiglia Rural “ in Acailandia;
- Di pubblicizzare il progetto, seguito in Brasile dal nostro conterraneo Padre Comboniano Padre Massimo Ramundo.
Il Meeting avverrà all’Oasi Tabor di Nardò giorno 30 Aprile alle ore 20 con la partecipazione di Padre Gianni Capaccioni, missionario comboniano e l’architetta Alessandra Pagliula, interprete e traduttore del progetto.
Claudio Alessandro Martano
Presidente