NARDO' - Padre e figlio, Francesco e Giampiero Russo, dovranno spiegare agli inquirenti quale sia stato il loro ruolo nella vicenda del ferimento del giovane Gianni Calignano. Il 26 enne poche ore fa ha lasciato il "Vito Fazzi" di Lecce dopo alcuni giorni in terapia intensiva. Ora è a Nardò, nell'abitazione dei genitori. Può dirsi veramente miracolato.
I carabinieri del nucleo investigativo di Lecce hanno arrestato i presunti responsabili del tentato omicidio del 27enne Gianni Calignano, avvenuto lunedì scorso in centro a Nardò. Si tratta di Francesco Russo, 64 anni, e del figlio di quest'ultimo, Giampiero, 27 anni, di Nardò.
L'accusa ipotizzata dal sostituto procuratore Stefani Mininni, titolare del procedimento, è di tentato omicidio aggravato.
Francesco e Giampiero Russo sono stati fermati nel primo pomeriggio di domenica, al termine di serrate ricerche condotte dai carabinieri del Nucleo investigativo con gli uomini della compagnia di Gallipoli e della stazione di Nardò.
Si trovavano a Lecce in un appartamento nella centrale via Corsica. Ora si dovrà approfondire il discorso collegato al movente ma non si esclude che Calignano abbia tentato di "proteggere" la vittima di una presunta estorsione. Una somma di 500 euro al centro della vicenda.
Un terzo uomo, di origine siciliana e che, presumibilmente, faceva parte del gruppo di fuoco, è stato arrestato sabato in un piccolo paese in provincia di Torino.