Cronaca

Cinque candidati, quattro rimasti. Ma per le foto c'è par condicio: sono tutte sue. La *STORIA*

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NARDO' - Aristide Mazzarella è nato a Nardò il 6 febbraio 1962. Fotografo straordinario e dalla vasta e prestigiosa esperienza, quest’anno ha fatto registrare un record invidiabile: è lui ad aver catturato “l’anima” dei cinque (poi diventati quattro in corso d’opera) candidati a sindaco della città.

Il prossimo primo cittadino dovrà dire grazie anche a lui perché lo “scatto” scelto per la campagna elettorale sarà stato quello che di più ha catturato l’immaginario degli elettori neritini.
Una bella gratificazione professionale.
Ma è così complicato ritrarre un politico? Che cosa vogliono che il fotografo “tiri fuori”? Chiedono una foto che convinca la gente?
“Cinque candidati, cinque foto: un’esperienza difficilmente ripetibile – dice – ma tutti, di solito, chiedono solo una bella fotografia. Io, oltre, a farli venire fuori belli e naturali cerco di farli sembrare onesti e affidabili, come sono nella realtà. Parlo un po’ con loro e studio i loro tratti somatici e soprattutto cerco di metterli a proprio agio”.
Chi è il più esigente? Chi il più spontaneo? Chi il più fotogenico?
“Quello che ha fatto più foto è stato Antonio Vaglio ma non è che lo abbia chiesto lui: la cosa è venuta fuori così. Pippi Mellone ha fatto prima uno scatto con il giubbino, poi con giacca e cravatta e infine con il maglione. Massimo De Marco ha fatto le foto prima con i capelli lunghi e poi corti: abbiamo scelto l’ultima che lo ringiovanisce. Marcello Risi voleva fare delle foto prima di tagliare i capelli e poi dopo, invece è rimasto soddisfatto già la prima volta. Abbiamo avuto insieme l’idea di rompere la regola e fare la foto senza giacca. Flavio Maglio, infine, aveva già fatto un servizio ma forse non era rimasto del tutto soddisfatto e ne abbiamo fatto un altro da me”.
La morale è che se sono a loro agio è molto meglio.
“Quello sempre – spiega il maestro - la naturalezza è la prima cosa e cerco sempre di farli divertire. Come ambientazione, all'esterno, mi piacciono le luci morbide o le controluci del tramonto”.
Nei cinque casi neritini non ci sono stati problemi ma “alcuni politici sono sicuramente vanitosi e la caratteristica è utile nel fare i ritratti, per altri il servizio fotografico è come un operazione chirurgica e lo fanno solo per necessità; in quel caso per me è dura” spiega Mazzarella.
Così ricorda un episodio simpatico: “penso di avere una dote nel metterli a proprio agio: ricordo il servizio che feci al senatore Giovanni Pellegrino a casa sua per le elezioni provinciali. All'inizio lui  non vedeva l'ora di mandarmi via e invece io riuscii a coinvolgerlo, ci prese gusto e cambiò addirittura diverse giacche fino ad ottenere la posa migliore”.
aristide