NARDO' - Fenomeni. Sia Marcello Risi che Pippi Mellone dimostrano di “vivere nella città”, di sentirne il respiro, e ottengono risultati che premiano il loro modo di interpretare l’impegno politico.
Il sindaco uscente sfonda la barriera “psicologica” degli ottomila voti (esattamente 8.366 pari al 40,30 per cento) mentre il suo costante “controcanto” in Consiglio comunale ottiene un notevole 30,09 per cento pari a 6.247 voti. Letteralmente schiantato il polo dei moderati che non vede mai, durante l’intero spoglio, la seconda piazza: Antonio Vaglio si ferma a 4.638 che corrisponde al 22.34 per cento. Fuori da giochi e Consiglio Massimo De Marco, pentastellato, che conquista solo 1.510 elettori pari al 7,27 per cento.
Marcello Risi e Pippi Mellone si giocheranno la poltrona di sindaco il prossimo 19 giugno durante il turno di ballottaggio.
L’analisi parte necessariamente dal successo delle “persone” Risi e Mellone. E il miglior modo per farlo è esaminare il cosiddetto voto disgiunto o le schede votate con l’indicazione del solo sindaco.
Le liste della coalizione di Marcello Risi ottengono 8610 voti mentre lui 8366: una perdita minima di soli 244 voti che testimonia la sostanziale aderenza del progetto politico costruito intorno a Risi.
La coalizione, insomma, si è identificata con lui e l’elettorato di conseguenza. La controprova va cercata nel 2011 quando la coalizione a suo sostegno era molto composita e per molti versi “diversa” dal candidato: in quell’occasione Risi “perdette” ben 545 voti su 6876. Le liste di centrosinistra, infatti, quest’anno fanno la parte del leone: 3.163 voti il Pd (nel 2011, senza Risi ma con De Pascalis, si fermò a 1.555); sbalorditiva la Nardò Liberal, un “secondo Pd”, con 1.756 voti; La Puglia in più conquista la terza piazza con 1.298 voti con Carlo Falangone capace di ribadire il suo ruolo di vicesindaco in pectore. E’ il più votato in assoluto con 609 preferenze. In totale le tre liste raggiungono un gratificante 30,51 % sul totale e si può dire, quindi, che Risi abbia riannodato quasi tutti i fili scollegati del centrosinistra cittadino.
Ancora più significativo il dato di Mellone, spinto da un entusiasmo generazionale molto intenso: 772 schede per il solo candidato sindaco o favorite dal disgiunto. Le sue liste, infatti, totalizzano 5.475 voti con una luce, quella della lista “ammiraglia” e identitaria di Andare Oltre con 1.607 voti. Determinanti appaiono gli apporti acquisiti in corsa da Mellone e cioè le liste Libra (800 voti) e Forza nardò (810 voti). Se esiste a Nardò un “nuovo” centrodestra intorno al giovane candidato lo si deve grazie a questo nucleo. Anche il pentastellato Massimo De Marco beneficia del disgiunto con una differenza tra le liste (999) e i suoi voti (1510) di 511 schede, fenomeno “fisiologico” quando la lista è unica.
Il più penalizzato, a questo punto, è Antonio Vaglio (4.638 voti) che soffre la forza delle proprie liste che totalizzano 5.293 schede (comunque un risultato inferiore a quelle di Mellone) con una differenza in negativo per lui di 655. Appare così evidente la bocciatura di un complessivo “progetto politico” che ora potrebbe dissolversi mettendo i Conservatori e Riformisti (Frasca guida comunque il secondo partito della città) davanti ad un bivio. Non è mistero che Raffaele Fitto abbia decisamente stoppato, mesi fa, un nascente accordo mai sbocciato tra i Cor e il centrosinistra. Oggi i fittiani si trovano ancora una volta sconfitti e con un astro nascente, Mellone, ad occupare l’orizzonte del centrodestra.