Cronaca

I proprietari di piccoli edifici rurali preferiscono abbatterli per evitare problemi con i migranti. Con *FOTO*

Stampa

NARDO' - Abbattuta una casina di pochi metri quadrati, praticamente una stanzetta, nella quale trovavano rifugio la notte alcuni braccianti impiegati nella raccolta delle angurie.

I proprietari della cabina, che si trova in un fondo privato, hanno preferito abbatterla prima di passare dalla parte del torto. Siamo ormai al paradosso che concedere per motivi umanitari, o anche solo per disattenzione, un modesto bene a chi ha bisogno può diventare un boomerang: gli occupanti abusivi potrebbero procurarsi dei danni e il proprietario passare i guai. Così è successo, in grandi linee, con la ex falegnameria abbattuta dall’Amministrazione comunale alcune settimane fa: era fatiscente ed è stata demolita. Ma da allora i migranti lo sono ancora di più. A breve bisognerà scoprire come il nuovo governo cittadino affronterà l’emergenza e l’ex assessore Vincenzo Renna potrebbe essere delegato all’emergenza.
Intanto l’associazione Diritti a Sud, una delle poche realtà che intervengono sul campo commenta: “Si continua con azioni brutali contro i lavoratori stagionali che già vivono in condizioni precarie e al limite dell'umana tolleranza. Non bastava vivere nella piena assenza di ogni primario servizio alla persona, adesso la recrudescenza dello Stato e di privati senza la benché minima sensibilità, coscienza e rispetto del prossimo si scaglia su chi vive ai margini della città. Sfruttati, sottopagati, trattati come merce o come bestie da soma, spremuti, sgomberati, privati di ogni diritto. E' questa la vera inciviltà! Dentro questa casetta dimoravano sei ragazzi senegalesi, educatissimi e pieni di dignità. Ora la loro casa è la campagna e il cielo stellato”. 

diritti sud