Cronaca

LA RISPOSTA - Parla don Giuseppe Venneri, vice direttore del Centro Missionario Diocesano

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NARDO' - "Egregio direttore, ho letto con interesse l'articolo apparso su Portadimare a firma di Francesco Greco e mi permetto di fare qualche sottolineatura non per mera polemica ma perché da cattolico prima e da prete poi mi sono sentito interpellato".

Rendo omaggio all'autore con viva sincerità perché il suo punto di vista accende il dibattito e sono d'accordo con lui quando afferma che lo scandalo dei lavoratori stagionali sfruttati si ripete ogni anno con la solita puntualità e con la solita emergenza per cui viene il dubbio che convenga che tutto resti così.

Devo dire che in questi anni molti progressi sono stati fatti, non sufficienti compreso l'arrivo tardivo dei container ma é già un punto di arrivo/partenza. 

Contesto però il principio da lui affermato per cui la fede cattolica e di conseguenza la cultura generata da questa fede sia idealista e non razionale perché il nucleo del messaggio evangelico consiste proprio nella testimonianza di vita che, contrariamente alle ideologie, si rende concretamente incarnato nella realtà leggendo i bisogni dei fratelli, interpellando la coscienza affinché ciascuno possa essere fautore e promotore di una vera giustizia sociale fondata sulla dignità dell'uomo creato a immagine di Dio.
Quindi alla base di una vita cristiana vi è un'antropologia di fondo che partendo proprio dal riconoscere nell'altro, non un mero individuo, bensì Cristo stesso la vita attiva del cristiano non è filantropia ma vocazione a realizzare tra uomo e uomo quella somiglianza con Dio che realizza pienamente l'uguaglianza. Non si può tuttavia nascondere che Il "pietismo sudicio che lascia immutato lo status quo" che l'autore dell'articolo denuncia, è talvolta riscontrabile in molteplici realtà che si dicono cristiane o di ispirazione cristiana; non si può e non è intellettualmente accettabile tuttavia una generalizzazione cosí radicale e ingiusta.
Per intenderci, tutti siamo responsabili del bene comune ciascuno nel luogo ( geografico o lavorativo/istituzionale) in cui è chiamato a vivere e nel rispetto delle responsabilità e tipicità del proprio impegno.

Nell'articolo del Sig. Greco, ravviso un certo qualunquismo strisciante che vorrebbe ridurre tutto alla quantificazione in denaro delle giornate dei lavoratori stagionali perché faccio sommessamente notare che lo Stato ha i suoi strumenti per vigilare, tutelare i lavoratori e punire i prepotenti, coloro che biblicamente vengono definiti i lupi rapaci per cui, nonostante i tentativi di realizzare la pace e l'armonia da parte dei credenti, si attende il giudizio finale da parte di Dio.

A proposito dell'8x1000, di cui tanto si parla a volte a sproposito spinti più da una ignoranza di fondo, se non per un anticlericalismo ideologico che usa questo strumento come una clava( vedi il citare il Papa quando ci conviene) piuttosto che per effettiva conoscenza di come funzioni, mi preme sottolineare ed evidenziare l'impegno effettivo di tanti volontari e sacerdoti (cfr. CARITAS diocesana, Migrantes, Fondazione Missio e Focsiv)che si spendono per intervenire non a sostituzione delle lacune istituzionali, ai credenti non interessa porsi in antitesi alle istituzioni che restano le sole a DOVER garantire la giustizia, la solidarietà e la sussidiarietà sociali, ma (come affermavo poche righe più su) per una interpellanza dettata dal Vangelo e da Cristo stesso. 
Sono settimane (da anni ad onor del vero)che volontari e sacerdoti, a Nardò e non solo, si prodigano silenziosamente per cercare di migliorare le condizioni di vita di queste persone utilizzando risorse proprie e anche provenienti dall'8x1000 ma la soluzione dei problemi non spetta ai sacerdoti e ai volontari cristiani, ma a coloro che spendendosi per il bene comune nelle istituzioni sono dovuti a cercare le soluzioni migliori con i mezzi che si hanno, compreso perseguire penalmente e certamente coloro che si macchiano di reati di sfruttamento del lavoro e di caporalato. Non bisogna risolvere i problemi partendo dalle conseguenze ma dalle cause che li generano. Intelligenti pauca.
Cordialmente.
Don Giuseppe Venneri
Vice direttore del Centro Missionario Diocesano