NARDO' - Non è la prima volta che ci interessiamo al “caso” Gallipoli. Se lo facciamo è perché temiamo un esito infausto, dopo tanti anni occorsi per farlo crescere. Parliamo del suo turismo extralarge, debordante. Una crescita esponenziale, che ha fatto della località ionica una delle più ambite mète italiane ed europee.
AL CRIMINE “PIACE” TANTO IL TURISMO DI CASA NOSTRA ATTENZIONE AI PREDONI DELLO SVILUPPO. IL CASO GALLIPOLI
Non è la prima volta che ci interessiamo al “caso” Gallipoli. Se lo facciamo è perché temiamo un esito infausto, dopo tanti anni occorsi per farlo crescere. Parliamo del suo turismo extralarge, debordante. Una crescita esponenziale, che ha fatto della località ionica una delle più ambite mète italiane ed europee.
Cifre estive nell’ordine di tre, quattrocentomila presenze. Insomma, da record. Sarebbe davvero un suicidio non accorgersi di tanto bendidio. Questa la radiografia di una città quasi interamente votata al turismo, con indubbio beneficio per la sua comunità. A questo punto, fare raffronti con altre località più o meno vicine e vedere che aria tira da quelle parti è davvero facile. Purtroppo Gallipoli da tempo ha cominciato a fare i conti col crimine organizzato e con i predoni dello sviluppo che a capofitto si sono introdotti nell’affaire vacanze volendo trarre dalla loro attività illecita il maggior lucro possibile.
C’è tutto (?) il tempo per correre ai ripari. Si è cominciato un paio d’anni fa con i titolari di lidi (non proprio tutti “immacolati”), oggetto di pesanti estorsioni. Per tanti, non una grossa novità con attività criminali, vero freno allo sviluppo e a ogni investimento. Che forse è tale (la novità) se bisogna considerare che quelle volte non erano gli estortori a fare il primo passo verso i proprietari dei lidi, quanto questi ultimi a recarsi da loro e …accasarsi, con la possibilità di ricevere uno sconto. In questo modo …guadagnavano tempo e denaro. Niente di inventato ma tutto nero su bianco, dovendo ricordare che su Gallipoli pesantemente è intervenuta l’Antimafia e che si è svolto un processo con relative condanne.
Gallipoli, la “bella città”, toponimo greco meritatissimo e grande città d’arte, è però sul podio per almeno un altro paio di nefandezze. Primo, le truffe via web per le case vacanze e l’imponente abusivismo commerciale, secondo per i parcheggiatori abusivi. Per quest’ultima attività illecita Gallipoli è da medaglia. Nera. Chi ha avuto la ventura di recarvisi e seguire una manifestazione canora dalle parti della Baia Verde si è subito accorto dell’occupazione “manu militari” dei parcheggiatori abusivi che con “persuasione” chiedono cinque o dieci euro per auto. Niente, dunque, di romantico, del “poveretto” che racimola qualcosa per sbarcare il lunario, ma vere e proprie gang che si spartiscono il territorio. Con violenza. Persino verso le Forze dell’Ordine sempre chiamate a intervenire.
Qui ci sentiamo di dare un consiglio all’attuale amministrazione condotta dal sindaco Minerva: di stroncare il fenomeno prima che sia troppo tardi ( Lecce docet come anche Bari, per tanti la vera capitale mondiale). Vale per Gallipoli ma in futuro potrebbe valere per molte altre località che, a dire il vero, non subiscono questo odioso fenomeno oppure è soltanto agli inizi
Tutta questa tiritera per dire che l’attività turistico-commerciale è fin troppo importante per non doverla tutelare. E l’ambiente troppo prezioso per non saperlo proteggere. Sapendo, purtroppo, che a fronte di tanti che si prodigano per la tutela del “bene pubblico”, ce ne sono almeno altrettanti che lo disprezzano. Quantomeno, non ne sono interessati. A quel punto, ovviamente, tocca intervenire. Nardò c’entra in tutto questo? Direi proprio di sì, sia perché, potrà seguire modelli virtuosi di sviluppo e soprattutto evitare errori che potrebbero essere irreversibili. La materia,in ogni caso, è troppo complessa per non rimandare ad altra occasione la disamina di alcune criticità.
Mi limito a un paio di osservazioni che non depongono a favore di un progetto di sviluppo oculato.
In attesa del varo del Piano Coste di Nardò (a proposito, a Gallipoli è bastato un Commissario prefettizio per farlo in breve tempo!), persiste il disordine dei parcheggi a Portoselvaggio e soprattutto l’incredibile invasione di auto all’interno del Parco (via San Tommaso, dopo la Villa Tafuri, poche centinaia di metri, sul lato sinistro). Un tempo erano stati messi i divieti. Si vede che sono stati rimossi. Si corre un gravissimo pericolo per la sicurezza del Parco. Cosa bisogna fare? Rimetterli! Quando? Oggi stesso! E poi? Vigilare!
L’altro episodio che ha creato perplessità si è verificato all’interno della manifestazione “Borgo in Festa” a Nardò, la scorsa domenica. Detto dell’evento che ha attirato un buon numero di turisti e dato atto agli organizzatori di grande impegno e passione, non sarà inutile rammentare (saranno anche loro d’accordo) che non si può creare una braceria a cielo aperto con fumi olimpici che avvolgevano l’attigua Chiesa di San Domenico, uno dei capolavori del barocco italiano. Fumo persistente e aureola sulla testa dei malcapitati.
Una cosa che semplicemente non si fa. La prossima volta cercheremo di allontanarci da un così importante monumento. Il Santo si scorderà di tutto e generosamente apprezzerà.
Luigi Nanni