Cronaca

Nardò sta per perdere l'ufficio di zona dell'Acquedotto. Proteste legittime

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NARDO' - La città sembra destinata a perdere la sede locale dell'AQP, e la volontà di chiuderla a doppia mandata fa letteralmente a pugni con numeri e caratteristiche del presidio territoriale di Via San Severino.

Per inquadrare la vicenda è utile ricordare che Acquedotto Pugliese ha una sede a Nardò da decenni: dalla prima di Via Grassi all'attuale, passando dai locali di Via Seminario di proprietà di AQP dal 1970 (180 mq, sede chiusa ma per la quale si sborsano circa 3mila euro all'anno).

Territorio di pertinenza e numeri della sede sono eloquenti: oltre a Nardò e frazioni, l'ufficio copre infatti Porto Cesareo, Copertino, Leverano, Galatone, Galatina e Collemeto (150mila abitanti serviti, con picchi di 250mila l'estate, per circa 80mila utenze).

Ogni anno si lavorano oltre 15.000 istanze tra nuove somministrazioni,  subentri in utenza, innovazioni contrattuali, ristampa fatture, analisi consumi, segnalazioni guasti, e oltre 4.000 richieste di dilazioni fatture o recupero crediti, con il soddisfacimento di un altissimo numero delle richieste pervenute.

È chiaro che sarebbe inconcepibile sopprimere un presidio simile, con evidente danneggiamento delle esigenze di decine di migliaia di cittadini. Mi attiverò immediatamente in Regione e chiederò ad AQP di rivedere la sua scelta, perché "il rubinetto delle urgenze" del territorio di Nardò e dei comuni limitrofi non rischi di rimanere a secco. 

Cristian CASILI 
Vice Presidente V Commissione Regione Puglia