NARDO' - Sono state depositate le motivazioni della sentenza che ha visto coinvolto Giuseppe Leopizzi e altri pubblici amministratori e funzionari. Il segretario, in questi anni, è stato letteralmente "macellato", anche dal punto di vista personale, per finalità dettate dallo scontro politico in atto in città. Ora è il giorno della riabilitazione totale e degli "avvisi" a chi ha speculato sulla sua vicenda.
Si prescinde dalle disquisizioni tecniche e dalle specificazioni di legge riportando brevemente il seguente passo “non è dato ravvisare alcun profilo di illegittimità nella procedura seguita, la valutazione dell’operato dei pubblici amministratori va, infatti sempre condotta con riferimento a ben determinati parametri di legalità (normativi o di regolamento) che ove non violati rendono irrilevanti le reali motivazioni dell’azione amministrativa”.
E’ la conclusione definitiva di una vicenda iniziata molti anni addietro che sancisce la legittimità degli atti e dei comportamenti tenuti.
Il segretario Leopizzi difeso dal Prof. Avv. Caroleo Grimaldi del foro di Roma ha avuto finalmente giustizia al termine di una vicenda che è sembrata un incubo, pur trattandosi di una vicenda minimale e senza mercimonio; anche gli altri coimputati hanno avuto giustizia e riconosciuto la legalità dei loro comportamenti fin dall’inizio.
Voglio ricordare, ma solo per i non addetti ai lavori, il senso stesso dell’annullamento inteso come eliminazione ad origine di qualsiasi effetto, proprio perché il fatto non esiste come scaturente dal pronunciamento della Suprema Corte contenuto nel dispositivo della sentenza di annullamento perchè il fatto contestato non sussiste.
Ci si riserva di esperire ogni azione nei confronti di coloro che a qualunque titolo hanno voluto speculare su questa vicenda da cui ne esce fuori la legittimità assoluta degli atti e la stessa legalità dei comportamenti sin dall’origine.