NARDO' - Soluzioni? Biolaghetti e bacini per le 5stelle. Fitodepurazione per il Comune.
AGRICOLTURA, RIUTILIZZO REFLUI A SCOPO IRRIGUO. CASILI (M5S): “PRIMO PASSO MA BISOGNA EVITARE LA CONDOTTA SOTTOMARINA”
Esprime soddisfazione il consigliere regionale M5S Cristian Casili, in seguito all’incontro odierno avente per tema il “riutilizzo dei reflui per scopi irrigui”, tenutosi presso il settore Risorse idriche della Regione Puglia. Al vaglio dei tecnici dell'autorità idrica e di Aqp la fattibilità di utilizzo per scopi irrigui dei reflui affinati in DM 185, il maggior grado di "purezza" delle acque.
“Qualora le proposte emerse nel corso dell’incontro - commenta il vicepresiente della Commissione Ambiente - divenissero realtà, gli agricoltori avrebbero modo di avere acqua disponibile a 0,24 centesimi rispetto agli attuali 0,40 centesimi, che oggi pagano per gli alti costi di esercizio del prelievo dai pozzi e dalla rete irrigua dei Consorzi. Ma questo sarebbe solo un primo passo, sebbene oggi non si sia discusso di condotta sottomarina, il riuso irriguo non sarà comunque ancora sufficiente ad evitare lo scarico a mare in virtù del ciclo di utilizzo colturale che viene ad annullarsi nel periodo invernale più piovoso.”
Il consigliere pentastellato è tornato pertanto a ribadire la la necessità di un ulteriore recupero attraverso il ricorso a bacini o "biolaghetti" che garantirebbero un ulteriore stoccaggio provvisorio in fase di emergenza. Sarà dunque necessario secondo Casili lavorare su due fronti attingendo alle risorse regionali già disponibili: sia sul miglioramento dell'attuale depuratore che sul collegamento della rete irrigua consortile di distribuzione.
“Nel territorio di Nardò ad esempio - prosegue Casili - gli agricoltori scontano un utilizzo indiscriminato della falda a seguito del prelievo dai tanti pozzi abusivi sul territorio; è quindi giunto il momento di fermare questo andazzo garantendo loro un risparmio considerevole e soprattutto lo stop alla contaminazione salina che ha portato quasi tutto l'agro neretino all'imposizione del divieto di ulteriori prelievi e alla desertificazione di suolo produttivo. A beneficiarne saranno anche le attività artigianali e residenziali che avranno acqua disponibile per usi diversi senza stressare le nostre falde. L'amministrazione comunale - conclude - deve pertanto impegnarsi a fornire nel breve termine i layout definitivi di progetto dopo una analisi dettagliata dei benefici ambientali e dei costi di realizzazione.”
NOTA DEL COMUNE DI NARDO': RIUTILIZZO DEI REFLUI, IL PROGETTO DEL COMUNE CONVINCE LA REGIONE
A Bari i tecnici della Regione giudicano valide le proposte di Palazzo Personè e del Consorzio.
Mellone: “Incassiamo il riutilizzo irriguo dei reflui, lo scarico a mare è in antitesi”.
In Puglia la strada del riutilizzo delle acque reflue è ormai tracciata e anche per il territorio di Nardò sembrano aprirsi confortanti scenari dal punto di vista ambientale, per quanto riguarda riduzione e tendenziale eliminazione degli sprechi della risorsa acqua, supporto all’agricoltura e tutela del mare. Anche il vertice che si è tenuto oggi a Bari tra i tecnici della Regione Puglia e i soggetti istituzionali fortemente interessati al tema del riutilizzo delle acque reflue, come il Comune di Nardò, conferma che la direzione intrapresa è quella di impegnarsi sul fronte del riutilizzo irriguo dei reflui.
Nella sede del Dipartimento Agricoltura, Sviluppo Rurale e Ambientale (sezione Risorse Idriche) della Regione Puglia, il sindaco Pippi Mellone, l’assessore all’Ambiente Graziano De Tuglie e il dirigente dell’Area Funzionale 1° Nicola D’Alessandro, hanno portato un progetto di affinamento delle acque reflue (già stilato per i finanziamenti della programmazione 2000/2006) ritenuto tecnologicamente molto avanzato e quindi perfettamente idoneo al nuovo “corso” dell’amministrazione regionale. Di fatto, una soluzione per il trattamento dei reflui a valle del depuratore esistente, dotato però di un modulo di affinamento, e per il convogliamento su reti irrigue.
In più l’amministrazione comunale ha formulato una proposta migliorativa con l’aggiunta di un impianto di fitodepurazione della superficie di oltre 4 ettari cui dare vita su terreni di proprietà comunale attigui all’attuale depuratore. Peraltro, contestualmente i dirigenti e i tecnici del Consorzio di Bonifica dell’Arneo hanno illustrato un progetto, in linea di continuità logica con quello del Comune, che individua in due comprensori di sue reti irrigue, Agnano-Fachechi e Nanni (gli stessi individuati dal progetto del Comune), i siti per l’utilizzo del prodotto dell’affinamento delle acque. Di fatto, due proposte progettuali perfettamente sovrapponibili che il tavolo tecnico odierno ha ritenuto di notevole validità e che in pratica aumentano la convenienza degli agricoltori ad irrigare i loro campi. In particolare, per l’oggettivo vantaggio di veder quasi dimezzato il costo dell’acqua rispetto a quella estratta dal sottosuolo. Sebbene si tratti di una fase pienamente interlocutoria, per la Regione Puglia si tratta di due ipotesi utili e teoricamente finanziabili. Alla riunione ha partecipato anche il consigliere regionale neretino Cristian Casili.
Al termine della stessa, il sindaco Mellone, l’assessore De Tuglie e il dirigente D’Alessandro si sono recati per un sopralluogo all’impianto depurativo Forcatella di Fasano in compagnia dell’ingegnere Oronzo Santoro, responsabile della struttura. Forcatella è un esempio virtuoso di recupero e riutilizzo dei reflui e modello che l’amministrazione comunale di Nardò vorrebbe replicare sul proprio territorio.
“Ho conferme dalla parte politica e oggi anche da quella tecnica - commenta il sindaco Pippi Mellone - che la direzione intrapresa e irreversibile è quella del riutilizzo dei reflui in agricoltura e non dello scarico degli stessi a mare. E questa è una importantissima acquisizione diciamo di carattere “culturale” che cambia le carte in tavola e che incassiamo. È evidente che la condotta e lo scarico a mare sono in antitesi con tutto questo. Le conclusioni cui si è giunti oggi, dunque, sono decisamente confortanti e ci fanno ben sperare. Se possibile, oggi siamo ancora più convinti e determinati a rifiutare lo scempio della condotta e dello scarico a mare dei reflui, anche se depurati”.