PORTO CESAREO - Il Circolo Pd, vive in uno stato di allarme e di apprensione per le notizie di stampa che confermano il portarsi della mancata realizzazione dell’infrastruttura idrica e fognaria.
I repentini e ingiustificati cambiamenti di posizioni di revoche e accordi con tanto di timbri, il rimbalzo di responsabilità delle istituzioni regionali e locali e l’attuale politica del rammendo e del rattoppo, sollecitano la richiesta di un Commissario ad Acta, o misure similari.
Lontano da entrare nella disputa se è meglio il utilizzare i reflui depurati o la costruzione della condotta sottomarina, sollecitiamo di accantonare, per il bene della comunità cesarina, le dispute che bloccano ogni realizzazione di una qualsiasi infrastruttura per risolvere una dannata e annosa questione ricca di sottovalutate implicazioni come la salute dell’uomo, le attività economiche come il turismo, pesca e loro vasto indotto.
Le inversioni di marcia, il mutamento radicale degli accordi, pure sottoscritti con tanta eco sulla stampa, la politica del rinvio, del differimento e del comportamento dilatorio, che hanno caratterizzato questi ultimi anni la gestione della rete fognaria, non fanno altro che creare scontento e screzi, ma soprattutto di:
a) perdere i contributi comunitari;
b) lasciare a metà dell’opera un intervento strutturale che è già costato milioni di euro all’erario dello Stato:
c) aumentare il conflitto e la disputa fra i due Comuni coinvolti;
d) vanificare il ruolo e il lavoro della riserva marina;
e) non risolvere l’ormai anacronistica assenza della fognatura nera e l’adeguamento dell’impianto di depurazione e costruzione del collettore emissario a servizio dei cittadini e delle condizioni ambientali di Porto Cesareo:
f) rischiare per la salute dell’uomo perché l’attuale situazione delle fogne non fa altro che rilasciare virus e batteri patogeni che possono causare malattie come l’epatite virale, salmonellosi, tifo, dissenteria e altro ancora.
Segretario Circolo Pd
Gianluca Colelli