Cronaca

"Inopportuni e yes-men". "Adesso basta con le offese gratuite". Inevitabile che scoppiasse la "guerra civile" dopo tante dichiarazioni bellicose

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NARDO' - Che si stia incrinando ogni forma di dialogo e di diplomazia tra le fazioni politiche è una notizia sotto gli occhi di tutti. Soprattutto torna evidente che la "collaborazione" dei consiglieri di area Pd offerta alla maggioranza melloniana sia diventata un boomerang mortale. Per il povero Pd e collegati, ovviamente, che pensava davvero di poter ragionare con la logica melloniana (e salire sul carro armato "per emulazione") senza uscirne con le ossa rotte. Che funga da lezione: se non sai tenermi testa non puoi tenermi i fianchi...

LA LETTERA A RENZI ED EMILIANO DEL PRESIDENTE DELL'AREA MARINA PROTETTA (SCARICABILE PER INTERO PIU' SOTTO)
La versione dell’Amp sulla questione condotta è riposta in una lettera degli otto consiglieri (Antonio Basile, Sergio Vaglio, Alessandro My, Cataldo Basile, Giovanni Portorico, Pasquale De Braco, Mino Buccolieri e Massimo Giordano) e sintetizzata dal presidente Remi Calasso: “dico noi ai campanilismi anche perché il mare non ha barriere e i territori non sono a tenuta stagna. Un’emergenza ecologica che scoppiasse a Porto Cesareo coinvolgerebbe subito la confinante Nardò. Serve senso di responsabilità e non dire “questo non è un mio problema” come fa il sindaco Mellone che, per altro, i problemi li ha perché anche Nardò scarica in battigia. La posizione dell’Amp – conclude Calasso – non può essere tecnica, perché non ne abbiamo le competenze e non sappiamo quale sia il progetto migliore, ma chiediamo a Governo e Regione soluzioni immediate perché non c’è più tempo”.

L’Area Marina protetta di Porto Cesareo, esempio di risorsa condivisa tra i due Comuni di Nardò e Porto Cesareo, si mette “In mezzo” per invocare la pace istituzionale infranta dalla rottura del protocollo. E il suo presidente, Remì Calasso, scrive a Matteo Renzi, al ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, al presidente Michele Emiliano ed al prefetto Claudio Palomba perché si “mettano in mezzo” e decidano, in vece dei responsabili delle comunità territoriali, quale sia la soluzione tecnica migliore: “se ne parla da decenni – dice Calasso – e si prospetta ogni genere di soluzione ma, ad oggi, avviene ancora lo scarico in mare delle acque non depurate”

Il presidente dell’Amp (che è un consorzio con sede a Porto Cesareo tra Nardò, il comune cesarino e la Provincia di Lecce) spiega pacatamente che questi sono gli argomenti più importanti per una comunità e non solo per l’immagine di in intero paese. “Ciò deve farci obbligare – dice – ad abbandonare le posizioni politiche e fare esclusivamente gli interessi del territorio dotandolo, finalmente, di sistemi fognari che tutelino la salute pubblica e l’integrità del paesaggio costiero.

pdfLett_Sistema_Fognario_Nardò_Porto_Cesareo.pdf110.7 KB27/09/2016, 20:51

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L'ATTACCO DELLA MAGGIORANZA DI PIPPI MELLONE

PORTORICO, VAGLIO E MY, FIRMA INOPPORTUNA.
Crediamo sia abbastanza chiaro ai cittadini di Nardò quanto il centrosinistra e il Partito Democratico abbiano a cuore la vecchia condotta, molto cara a Marcello Risi e ad Aqp, e che il voto sul protocollo in Consiglio comunale sia un capolavoro di ipocrisia senza precedenti nella storia di questa città. Ma l'ennesima conferma di tutto questo è arrivata con la firma di Giovanni Portorico, Sergio Vaglio e Alessandro My sulla lettera con cui l'Area Marina Protetta irrompe sulla questione condotta e fognatura. Una lettera che, di fatto, esprime le posizioni di Porto Cesareo e dei cesarini sui temi della fogna e dello scarico mare, cui i tre - "protesi" e "yes men" del centrosinistra neretino, del Pd di Nardò, di Giovanni Siciliano e Daniele Piccione - aderiscono senza remora alcuna.

Intanto, pongono in essere un atto inopportuno e molto grave, certamente non in linea con gli interessi della comunità che rappresentano in seno all'organismo. La loro firma in calce a quella lettera, oltre a mettere loro dalla parte degli interessi di Porto Cesareo (frutto peraltro, di una impostazione stupidamente campanilistica e tecnicamente sbagliata), sembra rappresentare perfettamente la posizione schizofrenica del centrosinistra neretino, notoriamente distante e lontano dai cittadini di Nardò. A Portorico, Vaglio e My sfugge che, solo pochi giorni fa, qualcuno a loro non certo lontano ha riempito Nardò di manifesti con contenuti trionfalistici per la revoca dello sciagurato protocollo di Risi. Ma sfugge soprattutto che la loro presenza nel Consiglio di Amp dovrebbe tornare utile agli interessi dei neretini e non di quelli politici di qualcuno.
Antonio Tondo (Andare Oltre)
Paola Mita (Forza Nardò)
Paolo Arturo Maccagnano (Grande Nardò)
Fabrizio Durante (Libra)
Gigi Venneri (Pippi Mellone Sindaco)
Andrea Giuranna (Riprendiamoci Nardò)
Antonio De Mitri (Tutto per Nardò)

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LA REPLICA DEI CONSIGLIERI DELL'AREA MARINA PROTETTA

Adesso basta. Questo tipo di politica, le critiche e le polemiche gratuite le respingiamo al mittente.
O il polverone sollevato ha altri scopi o non si vuole leggere il contenuto di una semplice lettera.
A questo punto chiediamo che venga divulgata per intero la “lettera” in questione perché possa essere compresa da chiunque, senza possibilità di travisare e di interpretare a proprio comodo il contenuto a nostro avviso elementare.

Sia chiaro a tutti che, Portorico, Vaglio, My e Maceri, hanno correttamente  adempiuto  ad un loro dovere istituzionale nell’interesse della tutela del nostro mare e di quello ricompreso nella AMP.

La  lettera del 15.09.2016 tendeva a sollecitare con urgenza un interessamento delle Istituzioni in oggetto al fine di  scongiurare danni ambientali sicuramente irreparabili,  abbiamo evidenziato l’incompetenza della AMP a proporre un sistema di smaltimento rispetto ad un altro ma in nessun modo si è fatto riferimento ad una paventata, cosi come si vuol far credere gettando fumo negli occhi, condotta sottomarina o ad un qualsiasi sbocco a mare.
Riteniamo assolutamente doveroso chiarire la posizione per chi come noi riveste la carica di componente di amministrazione della AMP  ed indicato a tale compito dal Consiglio Comunale di Nardò e dal Consiglio Provinciale di Lecce.

Alla Amministrazione Comunale di Nardò si fa presente che i sottoscritti Consiglieri della AMP in questi anni hanno operato esclusivamente nell’interesse della propria Città come sono a dimostrarlo importanti opere di riqualificazione territoriale a Sant’Isidoro, Lido dell’Ancora e Torre Squillace, ma siamo abituati a lavorare in silenzio senza autoincensarci sui media e collaborando proficuamente con   l’intero CDA .

Come qualcuno con leggerezza ci ha definiti, chiariamo ora che gli scriventi non sono “protesi”  di alcun partito tanto è vero che siamo gli unici che, grazie a finanziamenti comunitari, hanno dato inizio alla riqualificazione della spiaggia di Sant’Isidoro, sempre dimenticata dalle succedute Amministrazioni, e che hanno già messo in cantiere altre opere, già finanziate, per l’ulteriore riqualificazione di detta marina. Riteniamo che  prima di esprimere giudizi faziosi ed attacchi gratuiti alle persone, qualcuno, (Capigruppo di Maggioranza) dovrebbe informarsi meglio, magari convocandoci nella Assise Comunale, prima di sparlare a sproposito ed essere anche al corrente, ma ne dubitiamo dato che non hanno saputo leggere una lettera, del progetto, tra gli altri, “Vedette per la Legalità” che ha portato altresì alla riqualificazione di alcune Torri Costiere neretine ed ad un controllo dello stesso territorio.

In fine rileviamo che alcuni metodi di comunicazione tramite stampa e web appartengono esclusivamente a chi preferisce sempre ed in ogni occasione attacchi alla persona invece del dialogo sereno e costruttivo, e facciamo nostro l’appello alla ragionevolezza postato dall’Assessore all’Ambiente De Tuglie.

I Consiglieri AMP

                                                                               Maceri Egidio

                                                                               My Alessandro

                                                                               Portorico Giovanni

                                                                               Vaglio Sergio