NARDO' - Gestione dei reflui di Nardò e Porto Cesareo, arriva il Commissariamento che porterà alla realizzazione del vecchio e tanto avversato progetto AQP? Se così dovesse essere, a mio avviso, a perdere sarà l’ambiente e tutta la città.
Certo viene da chiedersi se, a Bari, tutto non fosse già scritto da tempo, e questo nonostante la volontà contraria della destra e della sinistra neretina. I diversi termini usati per affrontare la questione, sia che si sia trattato di atti di revoca parziale del protocollo d'intesa (amministrazione Mellone) sia della sospensione parziale dell'efficacia (amministrazione Risi) in fondo miravano alla stessa cosa, tutelare l'ambiente.
Infatti, a ben guardare le carte (e non le chiacchiere), la Delibera di Giunta Regionale del 25 maggio 2016 sull'approvazione del "programma di interventi del servizio idrico integrato dei comparti depurativo/recapiti e idrico/ fognante ammissibili a finanziamento", prevede le sole risorse per finanziare gli interventi di completamento del servizio idrico e fognante per 8.000.000 di euro e la realizzazione della condotta sottomarina per 3.000.000 di euro.
Bene, anzi male. Allora ci chiediamo: tutto il resto delle previsioni del protocollo, a partire dall'adeguamento tecnologico dell'impianto depurativo di Nardò finalizzato al trattamento dei reflui per il loro successivo riutilizzo nei vicini domini irrigui del Consorzio di Bonifica dell'Arneo pari a 3.500.000 euro, fino alle risorse necessarie al collettamento delle acque reflue affinate dagli impianti di depurazione ai punti di presa dei domini irrigui del Consorzio di Bonifica dell'Arneo e dell'ARIF, che fine hanno fatto?
Pertanto, appare evidente che i primi ad aver disatteso parti essenziali dei contenuti del protocollo siano stati Regione Puglia, Autorità Idrica Pugliese e AQP (a meno che, non ci dimostrino il contrario, con atti alla mano...). Di più! L'AQP, anche dopo la firma del Protocollo, ha presentato per i pareri di competenza presso l'ufficio tecnico del Comune di Nardò, progetti non coerenti con i contenuti del protocollo stesso, tanto da spingere l'amministrazione Risi a "rispedirli al mittente". Insomma, basta fare due più due per capire che, mentre vi è in atto una forte contrapposizione tra Nardò e Porto Cesareo, e a Nardò maggioranza e minoranza si "lanciano le pietre", probabilmente c'è chi voleva si arrivasse proprio a questo punto, per attuare una soluzione progettuale da tutti avversata.
Buon senso, invece, vorrebbe che su un argomento così importante, la politica neretina tutta, unisse le forze e facesse sentire la propria voce al Governo Regionale nella direzione che indusse a marzo 2016 l'amministrazione Risi a sospendere parzialmente il protocollo d'intesa e l'amministrazione Mellone a revocarlo parzialmente, cioè quella di condividere la volontà di Emiliano che in Puglia i reflui devono essere recuperati e non finire in mare.
D'altronde, se ci fosse la volontà della Regione a realizzare un progetto alternativo che eviti lo scarico a mare, magari aspettando qualche settimana (così come credo stia facendo per Manduria), affinché l'Europa emani le nuove linee guida per consentire il ravvenamento della falda, anche il Commissario ad acta potrebbe, e dovrebbe, valutarlo positivamente.
Mino Natalizio