Cronaca

PD, GUSTO LUNGO - "Abbiamo perso ma pare che qualcuno non se ne sia ancora reso conto". "Sei scorretto nell'attribuire così le colpe"

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NARDO' - Gusto infinito per la querelle che ci aspettavamo. Nel Pd scoppia la grana-Siciliano jr (Lorenzo), annunciata anche dal fatto che Siciliano sr (Giovanni), sta chiaramente ricostituendo la civica Città Nuova in forma di partito per liberarsi (e liberare il figlio?) dalla "gabbia" del partito. Ma tutto ciò potrebbe anche preludere ad un assalto alla segreteria visto che il consigliere provinciale non ha mai nascosto di attribuire molte colpe alla stessa segreteria cittadina del Pd. In ogni caso qui trovare il sapido botta&risposta tra il consigliere comunale e il segretario del partito.

Abbiamo perso le elezioni in una maniera che definire beffarda risulterebbe riduttivo, ma se pensiamo che una sconfitta che ha diviso esattamente a metà non l'intero corpo elettorale, ma l'elettorato che ha votato allo scorso ballottaggio (e cioè 16000 persone circa, su 27000 aventi diritto), ci riconsegni magicamente la guida di questa Città alle prossime elezioni comunali, allora siamo condannati a perdere per i prossimi dieci anni. Non avevamo e non abbiamo dei militanti. Quelli che si rimboccano le maniche e difendono il proprio Partito pur non essendo candidati, dirigenti o responsabili di alcunché. La base, in sostanza. Quella stessa base che ha contribuito in maniera determinante per mettere in piedi un'azione comunicativa impeccabile dei nostri avversari. 

Abbiamo perso senza interrogarci, subito dopo, sulle cause più vere, aldilà dei tradimenti vari che hanno sì contributo alla sconfitta, ma che se non ci fossero stati non avrebbero lasciato posto ad una vittoria trionfante, quella che un po tutti ci aspettavamo. Allora qualcosa che non ha funzionato, oltre alle evidenti rotture, c'è stato. Penso all'accordo mai smentito con i Cor, penso alle iniziative con i vari Carbone e Cassano, che hanno rappresentato una mannaia sulla nostra campagna elettorale, penso, infine, non per ordine di importanza, alla schiera di ex rappresentanti Politici degli ultimi 50 anni sul palco di uno dei comizi. Tutto l'esatto contrario di ciò che, oggi, i cittadini chiedono ed intendono vedere  durante le campagne elettorali. Ma questo è il passato. Sul quale bisogna riflettere, ma far restare, pur sempre, nel passato. 
Dunque nulla è cambiato. Nessuno si è dimesso da qualche ruolo di responsabilità, nessuno è stato capace di fare un mea culpa e qualcuno pensa, piuttosto che ricostruire in maniera "formichesca", alle sue ambizioni personali, oggi più facilmente percorribili data l'ecatombe decretata per molti. 

Se questo è il quadro, e lo è, a me fa pena. E fa pena per la fiducia tradita delle tante persone che riponevano, e forse ancora ripongono, buone speranze nel centro sinistra e nel Partito Democratico. Mi chiedo cosa intendiamo fare per coinvolgere ex candidati che hanno fatto proprie centinaia di preferenze. Pensiamo forse che resteranno dalla nostra parte fino a Febbraio del 2021 per poi ricandidarsi? Pensiamo forse di trascorrere cinque anni affidando l'opposizione all'attuale maggioranza di governo ai soli Consiglieri Comunali?

Pensiamo forse di essere in grado di costruire una coalizione solida, seria e competitiva pochi mesi prima delle prossime elezioni comunali? Non voglio essere un disfattista, perché dò, innanzitutto ed ovviamente, la mia piena disponibilità perché il centro sinistra ed il Partito Democratico riparta bene e subito. E riparta coinvolgendo in primis i non eletti. Uomini, donne, giovani e meno giovani che ci hanno messo la faccia, conseguito ottimi risultati e rimasti delusi per non essere stati eletti ed aver visto ricoprire il ruolo di Consigliere comunale da persone che hanno raccolto poche decine di voti. Ripartire dalla costruzione di una base, dal coinvolgimento di nuovi militanti che vedono in noi un punto di riferimento importante, ma che dobbiamo, come detto, prendere per mano e non pensare che siano loro a venire da noi.

Rendiamoci conto che essere autonomi rispetto alla dirigenza provinciale e regionale (che ci hanno ampiamente non-dimostrato il loro supporto durante la campagna elettorale), rappresenta il fulcro principale della futura azione Politica. Il PD sia più umile e più dinamico. E chi ha ricoperto ruoli di responsabilità si dimetta e torni ad essere militante. Non rappresenterebbe una sconfitta personale, ma un'ovvietà, una nuova sfida ed un senso di responsabilità e di rispetto nei confronti del proprio Partito. 

Lorenzo Siciliano
Consigliere Comunale 
Direzione Regionale PD Puglia

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A DISTANZA DI OLTRE TRE MESI DALLA DATA DELLE ELEZIONI COMUNALI, E’ ASSOLUTAMENTE SCORRETTO ATTRIBUIRE AL P.D. DI NARDO’ LA RESPONSABILITA’ DELLA SCONFITTA DEL CENTROSINISTRA E DEL SUO CANDIDATO SINDACO

Stupisce, per questo, la presa di posizione di Lorenzo Siciliano, eletto consigliere comunale nella lista del Partito Democratico, il quale persiste nel riproporre una sua analisi del voto, che aveva già avuto modo di esplicitare in varie occasioni e nel corso di un’assemblea tenuta, poco dopo il 19 giugno, nei locali del Circolo PD di Nardò. Siamo convinti che i sostenitori delle tesi espresse da Lorenzo non abbiano considerato gli aspetti fondamentali della vicenda elettorale di giugno.

Senza dubbio, la sconfitta della nostra coalizione è figlia di una serie di circostanze anche esterne all’area della stessa e probabilmente di errori (in particolare di comunicazione) e di sottovalutazioni, dei quali ciascun protagonista dovrebbe assumersi la propria parte di responsabilità. Intanto, ribadisco per l’ennesima volta che non ci fu alcun accordo o promessa né espliciti né “sottobanco” fra Marcello Risi e Mino Frasca. Vi era certamente un reciproco interesse nella sperata vittoria del centrosinistra che, sul fronte dei CoR, avrebbe avuto come conseguenza automatica uno o due eletti in più per quella lista. Aver gridato ad un inesistente “inciucio” è stato un errore infantile, preso a pretesto e abilmente sfruttato, con manifesti e dichiarazioni pubbliche, da Pippi Mellone, il vero “grande inciuciatore” di queste elezioni comunali.

La verità è che il fattore determinante, esterno alla coalizione di centrosinistra, del forte recupero (ben oltre duemila voti) e della vittoria di Mellone è stato il ricompattamento pressoché totale del centrodestra di Fitto e di Forza Italia contro la coalizione di Marcello Risi e contro il PD, che di essa era stato l’elemento coagulante e trainante. A chi, come il sottoscritto, metteva conseguentemente in guardia gli esponenti del centrosinistra in vista di un esito non favorevole della campagna elettorale, i soliti “politologi” abituati ad imporre il proprio scadente punto di vista, rispondevano con alzate di spalle. Nel campo della nostra coalizione si sono determinate varie situazioni che hanno contribuito a farci perdere: qualche lista se n’è andata alla chetichella con Mellone, in troppi si sono illusi di aver già conquistato la vittoria e qualcuno addirittura si è spinto irresponsabilmente a sconsigliare un ulteriore impegno dei candidati e dei militanti per il secondo turno.

Abbiamo visto chi si è impegnato e chi invece ha tirato i remi in barca prima del tempo, indugiando ad accarezzare magari l’idea di un assessorato, chi si è stravaccato davanti ai bar, chi è andato in vacanza, chi si è dato ai più disparati passatempi, ecc. E’ scorretto ora rimescolare le carte e tentare di attribuire ai dirigenti attivi del Partito Democratico le responsabilità della sconfitta. Se c’è un partito che ha contribuito massicciamente all’affermazione del primo turno, quello è stato il PD. L’importante successo della sua lista (di gran lunga il primo risultato cittadino), in uno con la forte affermazione della lista Nardò Liberal non autorizzano nessuno ad attribuire al gruppo dirigente del partito responsabilità di sorta per la sconfitta stessa.

E per quanto riguarda il necessario rinnovamento del partito di Nardò, ci siamo costantemente impegnati a valorizzare al massimo le tante energie e valori umani e professionali che ci hanno arricchito sia in precedenza che durante questa tornata elettorale. Stiamo lavorando alacremente per rinnovare il più presto possibile gli organismi dirigenti del Circolo e nel frattempo stiamo già da circa due mesi tenendo incontri con molti giovani amici e compagni (donne e uomini) al fine di impegnarli per ora in un organismo non elettivo, in attesa della verifica democratica del Congresso. E altri incontri seguiranno.

A queste persone stiamo chiedendo di fare un passo in avanti e di dare la loro disponibilità per rinnovare il partito, ricevendone risposte molto incoraggianti. A giorni renderemo noto all’assemblea del partito l’esito di questo lavoro. Invitiamo quindi tutti, proprio tutti, a non restare ai margini di questo percorso, a mettersi in gioco, a non restare nel confortante orticello delle proprie abitudini e delle proprie conoscenze. Per quanto ci riguarda, noi non ci siamo mai esercitati nella pratica dell’esclusione.

Rino Giuri
Coordinatore PD Nardò

A DISTANZA DI OLTRE TRE MESI DALLA DATA DELLE ELEZIONI COMUNALI, E’ ASSOLUTAMENTE SCORRETTO ATTRIBUIRE AL P.D. DI NARDO’ LA RESPONSABILITA’ DELLA SCONFITTA DEL CENTROSINISTRA E DEL SUO CANDIDATO SINDACO. Stupisce, per questo, la presa di posizione di Lorenzo Siciliano, eletto consigliere comunale nella lista del Partito Democratico, il quale persiste nel riproporre una sua analisi del voto, che aveva già avuto modo di esplicitare in varie occasioni e nel corso di un’assemblea tenuta, poco dopo il 19 giugno, nei locali del Circolo PD di Nardò. Siamo convinti che i sostenitori delle tesi espresse da Lorenzo non abbiano considerato gli aspetti fondamentali della vicenda elettorale di giugno. Senza dubbio, la sconfitta della nostra coalizione è figlia di una serie di circostanze anche esterne all’area della stessa e probabilmente di errori (in particolare di comunicazione) e di sottovalutazioni, dei quali ciascun protagonista dovrebbe assumersi la propria parte di responsabilità. Intanto, ribadisco per l’ennesima volta che non ci fu alcun accordo o promessa né espliciti né “sottobanco” fra Marcello Risi e Mino Frasca. Vi era certamente un reciproco interesse nella sperata vittoria del centrosinistra che, sul fronte dei CoR, avrebbe avuto come conseguenza automatica uno o due eletti in più per quella lista. Aver gridato ad un inesistente “inciucio” è stato un errore infantile, preso a pretesto e abilmente sfruttato, con manifesti e dichiarazioni pubbliche, da Pippi Mellone, il vero “grande inciuciatore” di queste elezioni comunali. La verità è che il fattore determinante, esterno alla coalizione di centrosinistra, del forte recupero (ben oltre duemila voti) e della vittoria di Mellone è stato il ricompattamento pressoché totale del centrodestra di Fitto e di Forza Italia contro la coalizione di Marcello Risi e contro il PD, che di essa era stato l’elemento coagulante e trainante. A chi, come il sottoscritto, metteva conseguentemente in guardia gli esponenti del centrosinistra in vista di un esito non favorevole della campagna elettorale, i soliti “politologi” abituati ad imporre il proprio scadente punto di vista, rispondevano con alzate di spalle. Nel campo della nostra coalizione si sono determinate varie situazioni che hanno contribuito a farci perdere: qualche lista se n’è andata alla chetichella con Mellone, in troppi si sono illusi di aver già conquistato la vittoria e qualcuno addirittura si è spinto irresponsabilmente a sconsigliare un ulteriore impegno dei candidati e dei militanti per il secondo turno. Abbiamo visto chi si è impegnato e chi invece ha tirato i remi in barca prima del tempo, indugiando ad accarezzare magari l’idea di un assessorato, chi si è stravaccato davanti ai bar, chi è andato in vacanza, chi si è dato ai più disparati passatempi, ecc. E’ scorretto ora rimescolare le carte e tentare di attribuire ai dirigenti attivi del Partito Democratico le responsabilità della sconfitta. Se c’è un partito che ha contribuito massicciamente all’affermazione del primo turno, quello è stato il PD. L’importante successo della sua lista (di gran lunga il primo risultato cittadino), in uno con la forte affermazione della lista Nardò Liberal non autorizzano nessuno ad attribuire al gruppo dirigente del partito responsabilità di sorta per la sconfitta stessa.

E per quanto riguarda il necessario rinnovamento del partito di Nardò, ci siamo costantemente impegnati a valorizzare al massimo le tante energie e valori umani e professionali che ci hanno arricchito sia in precedenza che durante questa tornata elettorale. Stiamo lavorando alacremente per rinnovare il più presto possibile gli organismi dirigenti del Circolo e nel frattempo stiamo già da circa due mesi tenendo incontri con molti giovani amici e compagni (donne e uomini) al fine di impegnarli per ora in un organismo non elettivo, in attesa della verifica democratica del Congresso. E altri incontri seguiranno. A queste persone stiamo chiedendo di fare un passo in avanti e di dare la loro disponibilità per rinnovare il partito, ricevendone risposte molto incoraggianti. A giorni renderemo noto all’assemblea del partito l’esito di questo lavoro. Invitiamo quindi tutti, proprio tutti, a non restare ai margini di questo percorso, a mettersi in gioco, a non restare nel confortante orticello delle proprie abitudini e delle proprie conoscenze. Per quanto ci riguarda, noi non ci siamo mai esercitati nella pratica dell’esclusione.

Rino Giuri, Coordinatore PD Nardò