Cronaca

LA NEONATA IMPAZIENTE - "Nessun ritardo del 118" spiegano dalla Asl

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NARDO' - Il direttore Scardia: ambulanza sul posto in 11 minuti e 4 secondi. Per il direttore generale Melli, invece, l'episodio può essere un auspicio per il ritorno dei parti in casa, come era un tempo.

Partorisce dalla ginecologa, nessun ritardo del 118 Lecce.

«Non c’è stato alcun ritardo da parte del 118: anzi, i tempi d’intervento sono stati rapidissimi». Maurizio Scardia, direttore del 118 Lecce, non ha dubbi: gli basta scorrere il tabulato di servizio per avere conferma di aver operato nei tempi e nei modi previsti.

Il caso della donna che a Nardò ha partorito nello studio della ginecologa è una storia a lieto fine, per la partoriente e per il nascituro, ma per l’Asl Lecce è anche l’occasione giusta per precisare come funziona la complessa macchina del soccorso d’emergenza. «La chiamata – spiega il dottor Scardia – è arrivata alle ore 10, 20 primi e 58 secondi, mentre l’ambulanza di Gallipoli è giunta sul posto alle 10, 32 minuti e 02 secondi: significa che in 11 minuti e 4 secondi è stato possibile rispondere all’emergenza e poi condurre in tutta sicurezza la partoriente all’Ospedale di Galatina. Si tratta di un tempo minimo – rimarca Scardia – in cui bisogna mettere in conto anche l’informativa, cioè l’ascolto dell’utente e l’assegnazione del codice di criticità. Nel servizio 118, del resto, è un fatto assolutamente ordinario che se un’ambulanza di una postazione è occupata altrove, debba intervenire quella della postazione più vicina: non è una cosa strana, ma è il funzionamento di un sistema basato su una rete di postazioni e mezzi capace di rispondere in tempi perfetti e in linea con i protocolli».

Per il direttore generale, Silvana Melli, il lieto evento e la puntuale risposta del sistema d’emergenza permettono di fare anche un’altra considerazione al di là dell’episodio specifico: «Oltre a porgere gli auguri alla neo mamma e al neonato – rimarca Melli – questo tipo di situazioni mi induce a riflettere sul fatto che un evento naturale e senza complicazioni come il parto fisiologico troppo spesso venga sottoposto ad un’eccessiva medicalizzazione. E’ una risposta che di certo si è stratificata nel tempo, ma nel Nord Europa si sta tornando al parto domiciliare, riportandolo a ciò che è davvero: un evento naturale, che andrebbe maggiormente umanizzato a favore della partoriente e del nascituro».