NARDO' - Porto Cesareo non ci sta a seguire la nuova "condotta" di Emiliano contro lo scarico a mare? Perfetto, chieda allora di poter scaricare i propri reflui nella "zona franca" dell'Area Marina Protetta.
Infatti, si potrebbero trasferire le somme necessarie alla realizzazione della condotta sottomarina di Nardò, per realizzare quella nel mare di Porto Cesareo che, lo ricordiamo, ha una "zona franca" all'interno dell'AMP che potrebbe consentire la realizzazione dell'opera. Basterebbero piccoli accorgimenti tecnici, visto che una parte della "zona franca" è interessata dall'ormeggio di natanti, come l'ingabbiatura della condotta e la segnalazione con boe della stessa per evitare interferenze con l'ancoraggio delle barche. Del resto, la Regione ha finanziato la rifunzionalizzazione del depuratore di Porto Cesareo in località Bellanova, per cui, attuando questa soluzione, Porto Cesareo avrebbe una gestione autonoma dei propri reflui e si eviterebbero inutili "scontri" con Nardò.
Si eviterebbero così due "zone franche", una volta che l'Area Marina Protetta sarà estesa al tratto di mare prospiciente il Parco a terra di Portoselvaggio. Una possibilità, quella dell'aggiornamento dell'AMP, non remota, visto che nei giorni scorsi, qualche contrario della prima ora ha cambiato idea.
In ogni caso, vorrei ricordare ancora una volta agli amici di Porto Cesareo, che sottolineano la necessità di ricorrere al TAR contro la revoca parziale del protocollo d'intesa voluta dal Comune di Nardò, come quel protocollo non sia stato rispettato in primis dalla Regione Puglia, non avendone, ad oggi, finanziato le opere previste. Di più, l'AQP ha presentato progetti non coerenti con le previsioni del protocollo stesso. Si terrà presente anche questo nel ricorso?
Mino Natalizio