NARDO' - Una donna delle pulizie di Nardò, oggi 44enne, crede di essere stata assunta dal suo datore di lavoro ma, invece, è stata lei ad assumere lui.
Per questo motivo un uomo di origine pakistana, il 36enne H.H., è stato condannato a quattro mesi di reclusione e due mila euro di multa a favore della donna dal tribunale di Lecce presieduto da Maria Paola Sanghez. Tutto è stato scoperto “grazie” all’Inps che ha inviato alla donna neritina i mav da pagare.
Sulle prime la signora ha pensato che i bollettini fossero more da corrispondere all’Istituto per la previdenza sociale ma poi si è resa conto che le arrivavano in quanto aveva evaso di pagare i contributi per aver, lei, assunto il pachistano. Con l’aiuto del proprio legale, l'avvocato Ezio Maria Tarantino, ha ricostruito la vicenda e gli step del suo rapporto di lavoro. La donna venne chiamata a far pulizie in casa del giovane orientale che ha preso una casetta in affitto nel centro di Nardò. Lui, però, non vuole tenerla in nero e mette le cose in chiaro: “ti assumo”.
Così le prepara le carte che la colf firma. Solo dopo, però, scopre che era lei ad aver assunto lui. Una truffa in piena regola, finalizzata probabilmente ad ottenere ulteriori permessi di soggiorno da parte dell’uomo facendo figurare di essere regolarmente assunto.
Il pachistano è irrintracciabile, ovviamente, e chissà quale “alias” ha assunto nel frattempo, sempre che stia ancora in Italia. Per la neritina la soddisfazione di una sentenza che potrà aiutarla a dimostrare all’Inps di essere in perfetta buona fede quando non aveva pagato i contributi previdenziali. Per ironia della sorte H.H. potrebbe anche aver richiesto benefici economici all’Inps, proprio in virtù del suo status di assicurato, ed averli regolarmente, ed in un certo senso anche “con diritto”, ottenuti.