NARDO' - Poi arriva quell'evento che sembra "fantascienza" e che si può definire in una sola maniera: perfetto. In cui gli ospiti sono semplicemente eccezionali, pilastri dello Stato. E affrontano gli argomenti con una linearità ed una semplicità nell'esposizione tali da far comprendere davvero a chiunque di che cosa si stia parlando. E' dovere ringraziare il Rotary Club per essere riuscito nell'organizzazione di una intervista impossibile: Raffaele Cantone era reduce dall'incontro alla Casa Bianca con Barack Obama. E' volato da Washington a Nardò senza quasi toccare terra. Ed è dovere ringraziare l'organizzazione impeccabile, per averci consentito di riprendere l'intero evento così che ogni salentino possa ascoltare le parole degli illustri ospiti che Nardò ha accolto nella cornice del suo teatro.
Magistratura, politica, economia: un rapporto che, all’estero, viene costantemente studiato e che in Italia tendiamo a rimuovere, magari sotto una discarica di polemiche. Incomincia con un accenno all’indagine di “Mani pulite”, grazie all’acume di un giornalista – Gianluca Di Feo, vicedirettore di Repubblica – una serata straordinaria per l’antico teatro comunale di Nardò. I due ospiti, del resto, sono veramente fuori ordinanza: Raffaele Cantone, presidente dell’autorità italiana anticorruzione (Anac), e Paolo Ielo, procuratore aggiunto di Roma e il più giovane magistrato proprio di quel pool di giudici che chiuse le porte della Prima Repubblica. Una serata offerta dal Rotary club di Nardò presieduto da Marcello De Simone. In sala, tra tante autorità, anche un autorevole neritino: il colonnello Cosimo Di Gesù, da luglio scorso comandante della Guardia di Finanza di Roma.
Cantone non si è sottratto, con grande cortesia e affabilità, a nulla, nemmeno agli immancabili selfie sulla scalinata del teatro con tanti estimatori che lo vedono come baluardo, simbolo del “senso dello Stato” e delle istituzioni. Da poche ore, per altro, è tornato dalla visita ufficiale con cena, ospite del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. E da Washington, praticamente, è volato a Nardò senza quasi toccare terra.
“La corruzione – spiega anche ai giovani presenti – non è più un reato contro la pubblica amministrazione. E’ riduttivo pensarlo. Si tratta, invece, di un sistema che mette in discussione l’intero vivere civile. E non è errato mettere in collegamento questo fenomeno con quello della fuga di cervelli dall’Italia perché proprio la corruzione riduce le opportunità per coloro che valgono, a favore di altri”.
Ielo offre un “upgrade” sulle nuove modalità criminali: “Negli anni Novanta la corruzione serviva per finanziare la politica. Oggi assistiamo ad una balcanizzazione dei fenomeni corruttivi. Ma la legalità non è un freno all’efficienza, anzi è la nostra unica possibilità”.
Il giudice Cantone ricorda di essere un magistrato “prestato” all’Anac e che tornerà nel suo ruolo, terminato l’incarico, ma dalle parole di Ielo si comprende come la sinergia, offerta dagli strumenti (logici, ma anche “tecno”logici) messi a punto dall’Autorità stiano aiutando le indagini e la magistratura.
“Il futuro – spiega Cantone – è la prevenzione della corruzione. L’indagine giudiziaria, infatti, interviene dopo che il fenomeno corruttivo si è verificato, ed anche casualmente. Il discorso, che è risolutivo, è di riuscire e mettere nel sistema gli anticorpi. Come dicono i medici bisogna cambiare stili di vita perché alcune patologie non si manifestino. Ecco, questo deve succedere in Italia”.
Una cura è sicuramente quella della trasparenza, l’arma – il termine non sembri inopportuno – che tende a stimolare il controllo da parte dei cittadini. La prevenzione, del resto, appare necessaria in un “reato contratto”, una situazione in cui nessuno dei due contraenti ha interesse a far emergere quello che è accaduto. Due ore volate via, anche grazie ad aneddoti, battute ed episodi legati alla vasta esperienza dei due protagonisti. Con annessi complimenti alla bellezza di Nardò ed al buon vino neritino e l’auspicio, di parte rotariana, di poter riascoltare presto un’altra intensa lezione di “cultura del senso dello Stato”.