NARDO' - "La vicenda dello scarico a mare dei reflui fognari di Nardò e Porto Cesareo, cavallo di battaglia elettorale dell’attuale magggioranza che governa Nardò, si è conclusa nel peggiore dei modi: nulla di fatto, tutto rimane come prima" dice l'ex sindaco ed onorevole.
L’offensiva al “tubo” è stata un’opportunità elettorale ben congegnata per conquistare il favore degli elettori: niente di più! Prima delle elezioni in ogni manifestazione tutti i fautori del “NO TUBO” non si stancavano di gridare che sarebbero dovuti passare con i carri armati sui loro corpi, oggi a pochi mesi dalla conquista del potere non solo si defilano da quelli che erano gli impegni assunti con gli elettori ma addirittura assecondano le decisioni dell’Aqp e della Regione rinnegando le scelte fatte dal Consiglio Comunale di Nardò.
Per come in questi giorni sono andati i fatti non solo si è lasciato incerto l’evolversi del problema ma addirittura si è data alla Regione la possibilità di determinare in proprio il problema del riuso delle acque superflue. Le precisazioni rese a mezzo stampa dal Sindaco di Porto Cesareo sono la testimonianaza più autentica di tutto ciò: “Per non lasciare adito ad interpretazioni non giuste, voglio precisare a tutti i cittadini e soprattutto a coloro che insieme all'Amministrazione Comunale combattono per avere quanto prima la rete fognaria a Porto Cesareo che in Regione nessuno ha messo in discussione l'adeguamento del depuratore (che sarà conforme al D.M 185/2003, ripeto come da progetto) ed il collettamento della nostra rete fognaria, con le sue acque raffinate, a quella di Nardò.
Peraltro tali lavori, da quanto riferito dall'ing. Volpe, responsabile dell'AQP presente in Regione, dovrebbero iniziare a gennaio 2017.
Già ieri infatti, l'AQP ci ha contattati chiedendoci i permessi per visionare il vecchio depuratore e verificarne lo stato. Abbiamo combattuto per avere la rete fognaria a Porto Cesareo ed ora la nostra tenacia e costanza concretizza gli sforzi di tutti noi. Per quanto riguarda le trincee drenanti e lo scarico o meno a mare, lo stesso Presidente Emiliano ha detto che porterà avanti, insieme ai comuni interessati questo nuovo progetto, proponendolo al Ministero, che ne valuterà o meno la fattibilità. Qualora tecnicamente impossibile non resterà che realizzare il progetto già sottoscritto con il Protocollo d'Intesa del 2015.”
In altri termini il Presidente della Regione Puglia in maniera furbesca scarica sul Ministero dell’Ambiente la decisione di rivedere le modalità di smaltimento delle acque reflue ridando continuità al protocollo d’intesa del 2015. Di fatto si è concretizzato il famoso detto: “Abbiamo scherzato” ! Ancora una volta hanno vinto, con il consenso del Comune di Nardò, i poteri forti. Con la decisione presa non solo sono stati traditi i cittadini di Nardò ma si è voluto scientemente dare corso ad un progetto che sostiene poco l’ambiente e molto il cemento.
Rino Dell’Anna per Nardò Unica