Cronaca

"Il risultato non ci deprime". Il fronte del Sì si paragona al mitico Davide

Stampa

NARDO' - Troppi avversari, anche interni, per l'area dem.

Il risultato di Nardò non ci deprime, anzi ci dà l’energia per iniziare un comune percorso con chi ha condiviso le ragioni del Sì.
Quando abbiamo intrapreso l’avventura del Comitato eravamo veramente in pochi e mai avremmo pensato di poter raggiungere tante persone.
Siamo andati oltre le attese e siamo sopresi positivamente, dal momento che il NO era sostenuto da consiglieri di maggioranza, movimento cinque stelle, udc, esponenti di estrema destra e di estrema sinistra ed una... grossa fetta del Pd.
Come dire… Davide contro Golia.
Non è stato facile spiegare le nostre ragioni e non sempre ci siamo riusciti, ma in ogni caso ci abbiamo creduto: ED E' STATO BELLO POTERLO FARE.
Mi piace, quindi, ringraziare Antonio Tiene, con il quale abbiamo deciso di dare vita al Comitato anche a Nardò, nonché Matteo Rizzo, Agnese Manca, GianpieroChirivì e Raoul De Razza, che sono stati i primi a dire sì, pubblicamente ed accettare una sfida difficilissima e che ci ha visti sconfitti solo nei numeri.
E’ vero sono questi che contano alla fine, ma abbiamo creato un gruppo, una piccola squadra. Ci siamo scambiati esperienze, opinioni e credo che ne usciamo migliorati.
Grazie a Lorenzo Siciliano, Marcello Risi, Gianfranco Galeone, Lorenzo Durante, Daniele Parisi e i giovani democratici, che ci hanno, poi, affiancato, dando un contributo importante, organizzando serate ed incontri di primissimo livello.
Grazie ad Anna Spenga e Gregorio Dell'Anna per aver messo a disposizione la loro esperienza. 
Grazie, infine, a tutti coloro che, in un modo o nell’altro, a volte anche inconsapevolmente, ci sono stati vicini.

Francesco Polo 

Sul fronte nazionale, invece...

Il risultato elettorale è inequivocabile e va accettato serenamente, sempre.

I disegnatori di perenni catastrofi saranno contenti. Loro sguazzano nel vedere l’Italia perennemente arrancare, perché si nutrono della precarietà e della paura.
Vorrei, invece, una classe dirigente che si innamorasse delle qualità degli Italiani coraggiosi, che ogni giorno cercano di affrontare e risolvere le tante difficoltà di un Paese che ha perso una visione di insieme e non ha più un sogno con... diviso. 
Coloro che gridavano al No, vi continueranno a raccontare cosa c’è che non va in questo Paese, come se questo bastasse.
Io ci ho messo la faccia sostenendo il Sì perché in esso vedevo l’entusiasmo di chi lancia una sfida al domani, per cercare di migliorare.
Sul piano personale, mi tengo stretto l’esperienza fatta nella campagna referendaria e le bellissime persone che tramite essa ho potuto conoscere ed apprezzare.