NARDO' - L'epilogo dell'incidente di ieri sera, al di là delle auto distrutte e che si possono sempre ricomprare, rasserena i tanti lettori che hanno seguito con apprensione la vicenda. I feriti sono quattro ma lievi, due di Nardò e due, padre e figlia, di Collemeto. E' andata bene: poteva essere una carneficina. Intanto, però, è fatta piena luce sulle cause del sinistro e sui motivi che hanno portato la prima auto a sbandare.
La testimonianza, raccolta dalle forze dell'ordine e già messa a verbale, è stata resa innanzitutto dagli occupanti l'Opel Astra che procedeva in direzione Lecce e che ha invaso la corsia opposta. Gli automobilisti hanno dichiarato che in prossimità del curvone si sono ritrovato due giovani uomini che procedevano verso Lecce non in fila indiana ma affiancati e, anche per questo motivo, occupavano parte della carreggiata destra. In pratica se l'uomo non avesse bruscamente sterzato ne avrebbe colpito sicuramente uno.
La brusca sterzata ha fatto finire l'Opel nella corsia opposta, sulla quale viaggiava la Punto diretta a Nardò. Le due auto si sono scontrate con entrambe le parti sinistre del cofano e dell'abitacolo. Poi altre due auto hanno tamponato le due già poste di traverso rispetto al piano stradale.
Ascoltato poco dopo, anche l'autista della Punto ha dichiarato, alle persone in divisa che hanno rilevato il sinistro e che hanno verbalizzato questa versione, di aver visto i due giovani sul ciglio della strada, entrambi sono fuggiti a gambe levate in direzione dell'aperta campagna, passando praticamente davanti alla sua vettura. I testimoni hanno fornito anche una minima descrizione dei due giovani uomini di colore.
Sono state chiarite, in questo modo cause, motivi e dinamica dell'incidente.