NARDO' - Via il semaforo da contrada Pagani per trasferirlo altrove, ma i cittadini sono pronti a dare battaglia.

La notizia era nell’aria da tempo ma ora, con l’ordinanza firmata dal comandante della polizia locale due giorni fa, non ci sono più dubbi: l’amministrazione elimina l’impianto e lo ricicla piazzandolo ad un altro incrocio, alle spalle dell’ospedale. L’atto parla chiaro: la deliberazione di Giunta Comunale del 22 marzo stabilisce che l’impianto semaforizzato che si trova su via Gallipoli (intersezioni via Achille Benegiamo e via Luciano Leonardo) andrà in via Secchi, via Gregorio Leone e via Due Giugno con contestuale istituzione del senso unico di marcia su via Benegiamo con entrata da via Gallipoli e direzione di marcia via Abate Filippo, nella tratta compresa tra via Gallipoli e via Santo Felline che, pertanto, non rende più indispensabile l’impianto in quella zona per il venir meno del punto di conflitto, originariamente giustificante l’istituzione dello stesso.
Per la cronaca l’impianto era stato istituito nel maggio 2015. I motivi della nuova ubicazione: l’in - crocio di via Secchi è solitamente interessato da intenso traffico veicolare e sarebbe causa di incidenti. Questo dal Comune. Ma i cittadini, residenti ai Pagani, sono pronti a scendere in strada per difendere il proprio semaforo.
«Quanto costerà questa operazione di spostamento alla collettività? - chiede e si lamenta Gino Balducci, attivista della zona - Stiano pur certi che faremo valere le nostre ragioni e reclameremo sicurezza per noi e per gli automobilisti ».
Walter Gabellone, presidente dell’associazione Alla conquista della vita, è infuriato: «Aumentano gli standard di sicurezza in una zona di Nardò e diminuiscono da un’altra. Non si capisce quando questa città intenderà dotarsi di un piano organico e complessivo che prenda in esame tutti i punti critici, penso a via Napoli e via Manzoni o a via Volta e via Ferri, tra i tanti. Invece qui si tira solo la coperta da una parte per scoprirsi da un’altra. E così si rischia di fare solo danni».